Caso Brancher, il pm: “Mi sento preso in giro. Quali sono le sue deleghe?”

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Caso Brancher, il pm: “Mi sento preso in giro. Quali sono le sue deleghe?”

26 Giugno 2010

"Mi sento preso in giro". Non usa mezze parole il pm di Milano Eugenio Fusco per commentare la richiesta di legittimo impedimento presentata dai difensori di Aldo Brancher nell’ambito del processo milanese che lo vede imputato per appropriazione indebita e riciclaggio, insieme alla moglie, in uno degli stralci del caso Antonveneta.

Dopo aver ricordato che "la realtà processuale di questo caso non è mai stata messa in discussione" il pm Eugenio Fusco ha ricordato al giudice e ai legali che "l’accordo era che questo processo si doveva fare a luglio e per questo sono state fissate udienze con sacrifici di tutti". Poi è intervenuta la nomina di Brancher a ministro che ha subito vantato il legittimo impedimento in base alla legge approvata ad aprile.

Ma, osserva ancora l’accusa "nel caso di Brancher ci sono lacune enormi anche nella certificazione prodotta da parte della Presidenza del Consiglio. Io so solo che Brancher è un ministro senza portafoglio ma non si sa con quali deleghe. Non sono state scritte. Si poteva avere almeno la bontà di precisarlo, e non a caso i suoi difensori hanno puntato sulla sua attività parlamentare e non su quella ministeriale e per questo questa udienza è stata fissata di sabato perché il Parlamento è fermo. Brancher oggi doveva venire perché non ha alcun legittimo impedimento".

Per il magistrato il processo può essere fatto entro fine luglio. Da parte sua, quindi, nessuna richiesta di ricorso alla Corte Costituzionale per una legge che, comunque "si fa fatica a non giudicare incostituzionale". Ma si proceda con la causa.