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Caso Caridi, Giovanardi (Idea-Popolo e Libertà): “Piero Grasso chieda scusa all’ex collega”

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“Spero di poter leggere oggi da qualche parte le scuse dell’ex Presidente del Senato Piero Grasso o dei colleghi del Pd e dei 5 Stelle che venti mesi fa hanno autorizzato l’arresto di Antonio Caridi scarcerato ieri dopo che la Cassazione per due volte aveva annullato la misura cautelare per mancanza di indizi”. Lo dichiara il senatore Carlo Giovanardi (Idea - Popolo e Libertà). “Ricordo che la votazione sul caso Caridi era prevista alla ripresa dei lavori parlamentari del settembre 2016, perché a metà agosto si sarebbe dovuto pronunciare sul suo caso il Tribunale della Libertà: Piero Grasso impose d’autorità la votazione ai primi di agosto e i risultati per il senatore Caridi sono stati 20 mesi di carcere ingiustificato, l’impossibilità di partecipare ai lavori parlamentari e potersi ricandidare, la beffa di una scarcerazione avvenuta quattro giorni dopo la sua decadenza dalla carica di Senatore. Credo che Antonio Caridi e la sua famiglia meritino queste scuse perché era risultato chiaro sin dall’inizio di questa vicenda che non c’erano indizi sufficienti per autorizzare l’arresto”. 

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1 COMMENT

  1. Ma figuratevi se Grasso
    Ma figuratevi se Grasso chiede scusa. Peraltro l’idea che un politico debba chiedere scusa mi fa ridere. E’ un’immagine adolescenziale alla Federico Moccia! La questione non è questa. Ma sapete come ha riportato la notizia Il Fatto? Così: “L’ex senatore Antonio Caridi, eletto nel 2013 con il Popolo delle Libertà e successivamente transitato in Gal, è tornato in libertà. La decisione è stata adottata dal Tribunale della Libertà di Reggio Calabria dopo che la Cassazione aveva per due volte rinviato la posizione dell’ex parlamentare in ordine all’esigenza di custodia cautelare per avere fatto parte di una cupola politico – affaristico-mafiosa che dominerebbe la vita economica e sociale di Reggio Calabria da almeno 15 anni”. A leggere sembrerebbe che Caridi è uscito perché la Cassazione si è scordata di lui e dunque per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Più in là l’articolo in due parole specifica che la Cassazione ha ritenuto insussistenti anche gli indizi. Ma allora che significa che la Cassazione avrebbe “rinviato”? Significa che l’idea de Il Fatto (e della gente come loro) è che Caridi (e quelli come lui) sono delinquenti e che se non vanno in galera (o ne escono) è solo perché tale decisione è stata rinviata, ma tanto ci andranno di sicuro. Ma anche questo è il meno perché tanto lo sanno tutti che Il Fatto non è un giornale, ma un organo di agitazione politica diretto a determinare l’isteria collettiva e l’odio. Il fatto (questo si) è che in questo modo la gente non viene informata che in Italia esiste la possibilità che l’Autorità di Vigilanza Anticorruzione, che è una Pubblica Amministrazione, possa fare ricorso contro altre Pubbliche Amministrazioni perché non si attengono ai suoi ordini sugli appalti; che in Italia esiste una norma che permette ai magistrati di cacciare via dalle società che vengono anche solo indiziate di rapporti con la mafia gli amministratori per mettere chi vogliono loro e spesso con parenti e simili. Stiamo andando ad ampie falcate verso il fascismo.

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