Caso Claps. No di Londra all’estradizione temporanea di Restivo

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Caso Claps. No di Londra all’estradizione temporanea di Restivo

03 Giugno 2010

Danilo Restivo, il 39enne potentino accusato dell’omicidio della sarta britannica Heather Barnett e sospettato numero uno nel caso Elisa Claps, non potrà essere sottoposto a estradizione in Italia fino a che non si sarà del tutto concluso il procedimento giudiziario attivato a suo carico in Gran Bretagna. Lo ha detto un portavoce del Crown Prosecution Service (CPS), ovvero la Procura della Corona britannica.

"Il mandato di arresto europeo – ha confermato il portavoce – gli è stato notificato ieri. L’imputato, attraverso un collegamento video, apparirà il prossimo 30 settembre in aula a Londra e il mandato verrà aggiornato. Questo avverà ogni 28 giorni". La Procura britannica ha però escluso categoricamente l’ipotesi di estradizione temporanea. "L’imputato – ha spiegato il portavoce – resterà in Gran Bretagna per tutta la durata del procedimento giudiziario attivato a suo carico".

Questo significa non solo il processo di primo grado, ma anche un eventuale appello, sempre che il tribunale commini una sentenza di condanna e sempre che, in quel caso, il procedimento dovesse imboccare la strada del secondo grado. La CPS non ha voluto dare nessuna indicazione sui tempi. Una volta terminato il procedimento, ha concluso il portavoce, Restivo potrà essere estradato in Italia per affrontare l’eventuale processo ma dovrà comunque tornare in Gran Bretagna "a scontare l’eventuale pena".

Danilo Restivo è accusato di omicidio volontario, aggravato da motivi abbietti, e di occultamento di cadavere. Dal momento della notifica del mandato di arresto europeo decorre un anno di tempo per la sua esecuzione. Un atto dovuto in quanto la legge europea è una "legge specchio": recepita, cioè, sia in Inghilterra sia in Italia.