Caso Cucchi: i familiari trovano un chilo di droga nella casa di proprietà

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Caso Cucchi: i familiari trovano un chilo di droga nella casa di proprietà

16 Novembre 2009

Novecentoventicinque grammi di hashish e 133 di cocaina sono stati trovati dai familiari di Stefano Cucchi in un appartamento di proprietà alla periferia di Roma, dove il giovano si fermava quando non dormiva a casa dei genitori.  La droga era custodita in un armadio. Sono stati gli stessi familiari a comunicarlo attraverso i loro legali ai magistrati che, a loro volta, hanno dato disposizione per il sequestro del quantitativo di stupefacente.  

Sulla vicenda Giovanni Cucchi, il padre del ragazzo morto nei giorni scorsi in carcere è stato sentito dai pm ai quali ha spiegato che il rinvenimento della droga è avvenuto durante le pulizie dell’appartamento. Nessuna traccia, invece, di somme di denaro. “La scoperta e la comunicazione della notizia agli inquirenti – hanno dichiarato gli avvocati della famiglia Cucchi, Anselmo e Piccioni – è la dimostrazione della trasparenza e della correttezza dei familiari di Stefano. Anche per questo bisogna credere loro quando dicono che il congiunto aveva il viso gonfio durante l’udienza di convalida del suo fermo”

Intanto c’è un nuovo elemento sul quale i periti dei pm stanno svolgendo accertamenti: si tratta di una macchia di sangue che si presume di sangue, trovata sui pantaloni jeans che Stefano Cucchi indossava quando fu ricoverato nell’ospedale Sandro Pertini e che dopo la sua morte sono stati restituiti ai genitori. L’analisi, affidata alla dottoressa Carla Vecchiotti dell’Istituto di Medicina legale dell’università La Sapienza, avrà inizio il 23 novembre, giorno in cui sarà riesumata la salma per consentire poi a un’altra equipe di quattro periti di approfondire gli accertamenti autoptici già fatti qualche tempo fa. La dottoressa Vecchiotti dovrà verificare se nei jeans sottoposti a sequestro siano rinvenibili tracce di sangue umano, e in caso affermativo, dovrà chiarirne “le caratteristiche genetiche comparandole con quelle ricavabili dal sangue prelevato in sede autoptica dal corpo di Cucchi”, si specifica nell’incarico ricevuto dalla procura. Il consulente tecnico avrà sessanta giorni di tempo per portare a termine il compito.