Caso Forleo, il giornalista Beha discredita Imposimato

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Caso Forleo, il giornalista Beha discredita Imposimato

06 Dicembre 2007

Il giornalista Oliviero Beha conferma una delle dichiarazioni più delicate di Clementina Forleo.

Beha ha spiegato che l’ ex giudice Ferdinando Imposimato gli parlò in varie occasioni di “movimenti per screditare la Forleo”, circostanza però smentita dallo stesso Imposimato ai giudici di Brescia.

“Più volte, prima e dopo l’ estate – ha scritto Beha in una lettera a Dagospia – Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul Csm da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinchè la Forleo venisse delegittimata”.

Non basta. Il giornalista sottolinea che “con la delegittimazione della Forleo, sempre secondo Imposimato evidentemente uomo dotato di perfette capacità divinatori secondo quel che sta accadendo, ne sarebbe uscita depotenziata o addirittura nebulizzat’ l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie concernente sia non parlamentari che appunto parlamentari, i tre Orazi e i tre Curiazi di destra e sinistra. E mai Imposimato me ne ha parlato come fossero sue supposizioni, ma sempre come informazioni ricevute”.

Il giornalista ribadisce a voce quanto ha messo per iscritto: “Prima dell’ estate mi sono sentito dire da Imposimato che c’erano stati movimenti per sconfessare la Forleo. Poi a metà settembre, quando il caso De Magistris non era ancora scoppiato, Imposimato me ne parlò in privato, alla vigilia di un dibattito organizzato a Roma nella sede dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia al quale parteciparono tra gli altri il magistrato Giovanni Salvi, il giornalista Marco Travaglio, l’ex ministro Giuliano Vassalli, esponenti del sindacato dei giornalisti, in cui fu espresso sostegno a Clementina Forleo”.

Beha, preoccupato che si stia trasformando il caso “scalate bancarie” in un “caso Forleo”, aggiunge: “Quando Imposimato mi parlò delle pressioni si mostrò anche fiducioso che il Consiglio Superiore della Magistratura non avrebbe ceduto a tali pressioni”.