Sì della Giunta all’arresto

Caso Papa, il Cav: impedire il clima di Tangentopoli

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Silvio Berlusconi torna a parlare. Lo fa coi suoi alla Camera durante le pause del voto sulla manovra economica. E il suo è un monito a non permettere che torni il clima di Tangentopoli. Tra spinte giustizialiste e manovre di palazzo per buttare giù un governo democraticamente eletto che tramano di esecutivi tecnici, di salvaguardia nazionale, di responsabilità o di transizione, si è a un passo da quel clima. Una direzione pericolosa, perché i processi non si fanno in Aula ma in Tribunale e avanti di questo passo si finisce per delegittimare preventivamente e pregiudizialmente l’intera classe politica e la politica in sé. Il che non vuol dire impunità ma fermezza nell’evitare una deriva antidemocratica.

E questo vale per il Pdl Alfonso Papa e per il Pd Alberto Tedesco (il senatore sulla cui testa pende da mesi una richiesta di arresto da parte della procura di Bari, all’esame di Palazzo Madama). Ai deputati che gli si fanno intorno in Transatlantico, il Cav. ribadisce la raccomandazione dopo una settimana di silenzio che il premier ha scelto come “strategia della responsabilità” per difendere il paese dalle speculazioni non solo economico-finanziarie ma pure politiche – interne ed esterne – che  disegnano governi alternativi, un premier non più credibile sulla scena internazionale, o come fa oggi il Financial Times rilanciando la necessità di un esecutivo di tecnocrati.

L’analisi di Berlusconi arriva poche ore dopo il sì della Giunta per le autorizzazioni a procedere del deputato Pdl Alfonso Papa, chiesta dalla procura di Napoli che indaga sulla cosiddetta P4. Il Pdl abbandona l’Aula per protesta contro quello che considera una “violazione del regolamento” puntando l’indice contro il presidente Castagnetti (Pd) il cui operato è stato poi difeso dal presidente della Camera Gianfranco Fini.

Gli esponenti pidiellini, con in testa il relatore Sisto, avevano chiesto un rinvio dell’esame per mancanza di approfondimento ma Castagnetti gli ha revocato l’incarico e ha messo in votazione la proposta dell’Idv Palomba favorevole all’arresto di Papa. A quel punto i deputati della maggioranza hanno abbandonato la seduta mentre gli altri dell’opposizione hanno votato compatti per il sì. Tranne i due rappresentanti della Lega che si sono astenuti, aprendo così un nuovo fronte di polemica dentro il Carroccio. Al netto dei tatticismi, sono in molti tra i deputati pidiellini a non comprendere la linea del centrodestra. La critica è sul fatto che avendo i numeri in Giunta (9 tra Pdl e Responabili e 2 della Lega) avrebbero potuto respingere la proposta dell’Idv e rinviare l’esame all’Aula di Montecitorio. Come del resto avverrà mercoledì prossimo (forse a scrutinio segreto).

Ma le acque sono agitate pure nella Lega dove Bossi che solo ieri aveva dato l’ok al voto favorevole sull’arresto di Papa, non avrebbe gradito la linea dei due deputati che hanno optato per l’astensione. Anche perché prima di entrare in Giunta Luca Paolini aveva assicurato che, in caso di voto sul merito, lui si sarebbe attenuto alle “indicazioni del partito”, votando sì alla richiesta del Gip di Napoli. Le motivazioni dei due leghisti rimandano a “ragioni procedurali” ma la cosa non avrebbe convinto del tutto il Senatur.

Sull’esito della seduta in Giunta Alfonso Papa non si scompone: “Sono assolutamente tranquillo. In questo momento sono semplicemente impegnato in una battaglia per l’accertamento della verità che, sono sicuro, verrà a galla. Il deputato Pdl attende il pronunciamento dell’Aula e aggiunge: “Mi appello alla coscienza dei parlamentari e preciso che il carcere non mi fa paura se dovrà servire a veder trionfare la verità e la mia innocenza, di cui sono certo”. In serata con una lettera al presidente dei deputati Pdl Cicchitto, Papa ha comunicato la decisione di autosospendersi dal partito.

Dal caso Papa al caso Tedesco. Con una lettera al presidente Schifani, i vertici del gruppo Pdl chiedono che sia calendarizzato in tempi rapidi il voto sulla richiesta di arresto per Tedesco firmata dai pm di Bari. “Ci siamo fin qui astenuti dal sollecitare la conclusione dell’iter – scrivono Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello – nell’auspicio che una rapida conclusione delle indagini preliminari potesse conferire al Senato elementi di giudizio più maturi. Il protrarsi della vicenda, non consente tuttavia di indugiare oltre”.  

Il gruppo Pdl non ha ancora deciso la linea con la quale si pronuncerà in Aula ma la sollecitazione che nel giorno del voto alla Camera su Papa potrebbe apparire sospetta, non dà sponda a congetture o strumentalizzazioni. Semmai è il modo, l’unico modo corretto per chi opera nelle istituzioni e rispetta le regole democratiche, per sottrarre il tema delle prerogative parlamentari alla contesa fra schieramenti. Che di questi tempi, dalle parti dell’opposizione è uno dei tanti ammennicoli dell’armamentario col quale si vorrebbe rovesciare un governo legittimato a farlo dalla sovranità popolare.

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3 COMMENTS

  1. Caso Papa e la paura di Berlusconi di nuova tangentopoli
    Magari venisse una nuova tangentopoli. Questo parlamento, specchio del paese, e’ composto da una maggioranza che sarebbe pronta a sanare il delitto se gli piace il delinquente. Via a calci nel culo questa gentaglia.

  2. Condivido il commento di
    Condivido il commento di Settimo: fuoco alle polveri! La gente dovrebbe spazzare via queste cosche parlamentari a colpi di lanciafiamme!

  3. Ma cosa ci racconta signora….
    Signora Alessandra..
    ma cosa ci racconta? Io da oggi pago e questi? Ma non vi rendete conto che certe difese sono impossibili…?

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