Caso Sandri, i coltelli erano degli amici di Gabriele
15 Novembre 2007
di Redazione
«I coltelli, gli ombrelli e il mezzo ombrello rotto» trovati nell’area di servizio dove domenica scorsa è morto il tifoso laziale Gabriele Sandri «erano degli occupanti della macchina della vittima». Lo ha spiegato il procuratore capo di Arezzo, Ennio Di Cicco.
In una conferenza stampa con i giornalisti in cui ha fornito alcuni elementi dell’indagine, Di Cicco ha spiegato che i quattro tifosi laziali che domenica erano assieme a Sandri sono accusati di porto d’oggetti atti ad offendere «ed eventualmente lesioni, ma questo lo devo ancora verificare».
Di Cicco ha poi spiegato che nell’area di servizio c’erano tre auto e due gruppi di tifosi, uno laziale e l’altro juventino. Ha quindi spiegato che i tifosi della Juventus – che sono stati o che saranno identificati – erano arrivati a bordo di una Clio e di una Mercedes, mentre i tifosi della Lazio si trovavano sulla Megane.
«Hanno colluttato fra di loro – ha spiegato il procuratore – questo è un dato di fatto».
Quindi, rispondendo ai giornalisti, ha detto di non sapere se Gabriele abbia «partecipato alla zuffa. E anche in quel caso, che importanza avrebbe?».
Di Cicco ha quindi spiegato che quello relativo alla zuffa è un filone di indagine «che potrebbe essere stralciato. Sono episodi collaterali: una cosa è l’omicidio, una cosa sono le colluttazioni fra i tifosi».
