Caso Sandri: indagati quattro amici tentate lesioni

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Caso Sandri: indagati quattro amici tentate lesioni

14 Novembre 2007

I quattro amici che erano con Gabriele Sandri domenica scorsa nella stazione di serivizio di Badia al Pino sono indagati per tentate lesioni, dalla procura di Arezzo, secondo quanto si è appreso a Roma.

I quattro, stando alle indiscrezioni, sentiti dal magistrato, avrebbero riferito che non ci sarebbe stata alcuna rissa. Avrebbero incrociato nella piazzola della stazione di servizio un’altra auto con a bordo un gruppo di bianconeri, i quali non sarebbero neanche scesi dall’auto.

Quindi, solo qualche scaramuccia verbale, con scambio reciproco di insulti, culminata in alcuni colpi tirati alla Mercedes dei rivali da Sandri e dai suoi quattro amici.

Gli juventini, sempre secondo quanto si è appreso della testimonianza data dai compagni di Sandri, si sarebbero subito allontanati. Tutto sarebbe durato poche decine di secondi. Gli stessi amici di Gabbo avrebbero detto di aver udito urla provenienti dalla carreggiata opposta e di aver capito che si trattava di poliziotti ma di non aver sentito alcun colpo di pistola.

Rimontati in auto per allontanarsi a loro volta, è ancora la versione dei quattro, hanno udito un colpo, interpretato come una sassata, e solo quando già erano in marcia si sono accorti che Sandri era stato colpito.

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati è stata confermata dal legale di uno dei quattro, l’avvocato Lorenzo Contucci di Roma. Già lunedì il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe aveva detto in conferenza stampa che nell’area di servizio erano stati trovati oggetti atti a offendere come ombrelli, coltelli, biglie e qualche sasso. Al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcuni filmati ripresi dalle videocamere di sorveglianza dell’autogrill.

“Abbiamo appena saputo che i quattro amici che erano in macchina con Gabriele domenica sono indagati dalla Procura di Arezzo per tentate lesioni. È l’ennesimo modo per distogliere l’attenzione dalle responsabilità gravissime del poliziotto” ha dichiarato successivamente un amico di Gabriele Sandri, fuori dalla camera ardente.

L’amico, che aggiunge che “i quattro sono qui stasera in mezzo a noi ma non parleranno”, ha poi ricostruito i fatti di domenica: “Ci sono state tre ombrellate e una bottigliata su una mano, ma non appena hanno sentito la sirena, tutti sono entrati in macchina e sono andati via. Poi, quel rumore che sembrava una sassata, il fiotto di sangue che usciva dal corpo di Gabriele e quindi la tragedia”.