Caso Tartaglia. Berlusconi visitato al viso dai consulenti del pm Spataro
25 Gennaio 2010
di Redazione
Cinque medici attorno al volto del premier. È durata circa mezzora la visita a Silvio Berlusconi da parte dei due consulenti incaricati dalla Procura di Milano di accertare la prognosi e l’eventuale esistenza di danni permanenti dopo l’aggressione del 13 dicembre in piazza Duomo. Visita a cui hanno partecipato anche il medico personale del presidente del Consiglio, un "luminare" scelto dal premier e un altro nominato dagli avvocati di Massimo Tartaglia, il suo aggressore.
Così questa mattina il capo del governo è ritornato al San Raffaele, l’ospedale dove più di un mese fa venne ricoverato dopo quel colpo in faccia per cui prima era stata formulata una prognosi di 25 giorni e poi, su parere del suo medico di fiducia, il prof. Alberto Zangrillo, di 90. Berlusconi è stato visitato dai consulenti nominati una settimana fa dal procuratore aggiunto Armando Spataro, i professori Carlo Goy, dell’Istituto di medicina legale milanese, e Federico Biglioli, primario maxillo-facciale al San Paolo. E insieme a loro c’erano, oltre al legale del premier, l’avv. Niccolò Ghedini, e Zangrillo, anche il professor Antonio Farneti, docente di medicina legale all’Università degli Studi di Milano, l’esperto individuato dagli avvocati del presidente del Consiglio, e il dott. Maurizio Dalla Pria, neurologo e psichiatra forense, scelto da Tartaglia.
I due esperti della Procura, da quanto si è saputo, hanno anche raccolto tutta la documentazione clinica disponibile che ora dovranno esaminare per stendere la loro relazione. Relazione che dovranno depositare al pm entro 15 giorni e che riguarda le lesioni personali provocate al capo del governo. L’esito della consulenza medico-legale disposta dal procuratore Spataro, titolare delle indagini aull’aggressione, servirà per formulare l’esatta ipotesi di reato nei confronti di Tartaglia, ora accusato di lesioni pluriaggravate. Anche l’aggressore, affetto da disturbi mentali tali da determinare il suo trasferimento, avvenuto una settimana fa, dal carcere di San Vittore al reparto di psichiatria del San Carlo, è stato sottoposto a visite e a colloqui da Dalla Pria.
Una consulenza, di cui si attende il deposito, che dovrebbe portare i suoi difensori, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, a chiedere il trasferimento in una comunità terapeutica. Durante la visita al san Raffaele, l’altro difensore di Berlusconi, il professor Piero Longo ha fatto sapere che il suo assistito non ha alcuna intenzione di farsi interrogare nell’ ambito del filone Mediatrade-Rti chiuso venerdì scorso e dove è indagato per appropriazione indebita e frode fiscale. La stessa linea sarebbe stata scelta dalle altre 11 persone destinatarie dell’avviso di conclusione indagini, tra cui Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.
Intanto tra gli atti depositati nella nuova inchiesta, nata da uno stralcio di Mediaset, spuntano, oltre a vecchi verbali e rogatorie a Hong Kong, negli Stati Uniti e in Irlanda, peraltro già noti, anche altre rogatorie (ancora in corso), come quella in Ungheria, e il nome di nuovi conti scovati dalla Procura. Tra le carte anche la relazione affidata alla KPMG, uno degli atti alla base delle nuove accuse ipotizzate nei confronti di Berlusconi e delle altre persone coinvolte nell’indagine.
