Cauto ok dell’Ue al dl sulle espulsioni
05 Novembre 2007
di Redazione
Il tema della sicurezza e l’annesso decreto legge sulle espulsioni è arrivato oggi alla Commissione Europea che ha espresso un cauto appoggio sull’espulsione di cittadini comunitari considerati
pericolosi, e ha avvisato sulle rigide condizioni da rispettare, mettendo in guardia sulla discriminazione contro i romeni.
In particolare la Commissione ha specificato che I
paesi europei possono espellere cittadini appartenenti ai paesi
comunitari — tra i quali a gennaio è entrata la Romania — se esiste
la prova che siano una minaccia alla pubblica sicurezza, o se non hanno
lavoro o risorse sufficienti.
“La nostra idea è che si tratta
precisamente di ciò che il governo italiano cercherà di fare”, ha dichiarato il portavoce della Commissione,
Johannes Laitenberge. “Quello che stiamo discutendo è il
comportamento criminale di individui specifici. Né l’allargamento (dell’Ue) né la libera circolazione (di cittadini
nell’Ue) possono essere compromesse dagli atti degli individui. Non
possono esistere applicazioni discriminatorie della legge”, haconcluso Laitenberge.
La
legge europea detta alcune condizioni per l’espulsione di cittadini
comunitari da parte degli stati membri, tra cui l’esistenza di prove
che una persona costituisca “una minaccia autentica, presente e
sufficientemente seria per uno dei fondamentali interessi della
società”. Un crimine singolo non è una prova sufficiente. Una persona
che si trovi ad affrontare un provvedimento di espulsione deve avere il
diritto di appellarsi, e almeno un mese per lasciare il paese, eccetto
che per le emergenze.
