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Lo sfregio

C’è chi rivendica l’oltraggio alla statua di Montanelli e chi rivendica la vera libertà…

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Come nella migliore tradizione terroristica è arrivato il comunicato di rivendicazione dell’oltraggio vandalico alla statua di Indro Montanelli negli omonimi giardini milanesi.
Si tratta delle organizzazioni “Rete Studenti”
e “LUME“, i quali in un comunicato hanno spiegato le ragioni politiche del loro gesto, motivandolo con le celebri parole espresse dallo stesso Montanelli nella famosa intervista ad Alain Elkann, quando definì gli italiani un popolo di “contemporanei” che ignorano la propria storia.

Secondo il gruppo di verniciatori, infatti, la storia “è materia viva” e di conseguenza “le statue hanno una funzione sociale”. Per cui, secondo questo criterio, dovrebbero essere abbattute. Si tratta di un interpretazione fanatica e talebana della storiografia oltre che di un disconoscimento del più elementare concetto di memoria storica che è alla base di ogni società civile.

Le Statue, le lapidi che campeggiano nelle nostre città sono tappe fondamentali della nostra esistenza davanti alle quali siamo chiamati ad interrogarci ogni giorno. Affreschi, edifici rappresentato i segni tangibili del tempo, la memoria viva e visibile a tutti, non solo a coloro i quali per diletto o mestiere si approcciano allo studio della storia.

Quando si parla di storia come “materia viva” occorre fare molta attenzione, in quanto facilmente manipolabile ad uso di esigenze attuali. La storia crocianamente intesa come “sempre contemporanea” è cosa assai diversa. Troppo spesso assistiamo a strumentalizzazioni del passato, a processi post mortem ad eventi e fatti che non possono essere giudicati senza il metro del tempo.

Senza la Storia saremmo come saggiamente scrisse Cicerone – che per costoro immaginiamo fosse un vile schiavista – degli eterni bambini, privi di quell’esperienza che ci viene dal passato e di cui abbiamo quotidianamente bisogno. Noi siamo una proiezione del nostro passato, su di noi aleggiano le ombre della nostra storia, possiamo far luce con metro critico oppure lasciare che tali fantasmi aleggino intorno a noi come le Erinni, senza capire fino in fondo che saremo destinati a ricommettere gli errori del passato anche perché non avremo fatto tesoro di quel passato che apoditticamente rifiutiamo.

Difatti ciò che lascia sconcertati di questi autoproclamati censori è la privazione al prossimo della libertà di giudizio, di scelta di conoscenza.

La libertà che è l’essenza dell’essere uomo e come scrisse Croce “ egli la possiede in quanto tale” è il bene più prezioso ma anche il più fragile. Oggi la possediamo, ma domani potremmo vederla svanire, poiché abbiamo rifiutato di guardarci alle spalle, o perché manipolando il passato lo avremo tramutato in farsa.

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