Home News C’è un Abruzzo che vota Pdl per vincere e c’è una stampa che pensa ad altro

Una settimana di retroscena e titoli cubitali sul "dopo-liste". E basta!

C’è un Abruzzo che vota Pdl per vincere e c’è una stampa che pensa ad altro

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Da lunedì scorso, dopo la controversa composizione delle liste per Camera e Senato, quando si parla di Pdl abruzzese la stampa locale privilegia l’immagine di un partito in crisi di identità. La questione delle liste si trascina da giorni, prima con la vicenda dello strappo di Masci, che ha scelto di correre in solitudine con la lista “Rialzati Abruzzo”, poi con la richiesta di commissariamento giunta dal presidente del consiglio regionale Pagano.

Senza voler negare l'evidenza, o voler insegnare a nessuno il proprio mestiere, il tam tam mediatico che ne consegue finisce però per alimentare l'impressione di una sconfitta imminente. Eppure i sondaggi diffusi negli ultimi giorni dicono il contrario ed è opportuno che gli elettori del Pdl lo sappiano. Almeno quelli che intendono vincere le elezioni e portare a Roma i propri rappresentati e non vedersi strappare di mano il risultato dalla sinistra.

In Abruzzo il partito regge, le rilevazioni indicano come nella battaglia, sappiamo strategica, sulla composizione del Senato, a fronte dei 4 candidati piazzati da Pd+Sel, il Pdl può correre per 2 seggi, laddove la Lista Civica di Monti potrebbe conquistarne uno e il variegato fronte di Rivoluzione Civile e Movimento 5 stelle resterebbe a bocca asciutta.

Il partito c’è, insomma. Viene da chiedersi quindi come mai sulla stampa abbondino i necrologi e il più completo abbandono ai bizantinismi e ai tatticismi che, molto probabilmente, interessano solo fino a un certo il lettore (e l'elettore). Il coordinatore regionale e capolista alla Camera del Pdl, Filippo Piccone, sta cercando con testardaggine di ricucire gli strappi: "Oggi questa politica non ci fa bene", dice, "perché, com’è sempre accaduto, una volta chiuse le liste si dovrebbe lavorare tutti insieme per vincere le elezioni". I sondaggi vanno in questa direzione, i giornali no.

Gli elettori del Pdl mostreranno chi diceva la verità. 
 

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