Cei. Fine vita: no all’autodeterminazione del paziente

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Cei. Fine vita: no all’autodeterminazione del paziente

30 Settembre 2008

Durante il Consiglio permanente della Cei sono stati toccati molti temi del dibattito pubblico. Dalla questione immigrazione alla legge sul fine vita alla legge contro la prostituzione. Nel corso del suo intervento Mons. Betori ha precisato: "Noi non diamo pagelle al governo, il governo se le deve dare da sé e non aspettarle dai vescovi".

"L’apertura all’accoglienza non significhi il venir meno dell’attenzione ai problemi della sicurezza". Questa la "preoccupazione" a proposito dei provvedimenti sull’immigrazione, manifestata dai vescovi che durante il Consiglio permanente della Cei si sono confrontati anche su quanto il presidente Bagnasco ha detto riguardo agli immigrati clandestini. I vescovi, ha spiegato mons. Giuseppe Betori, sono per il "superamento della marginalità e per la salvaguardia della legalità: questo contro la paura – ha precisato Betori – che il fenomeno dell’immigrazione può indurre a livello sociale". Il segretario della Cei ha anche precisato che il Consiglio permanente appena concluso "non ha esaminato né dibattuto il disegno di legge sulla immigrazione" con i provvedimenti restrittivi sui ricongiungimenti familiari e il riconoscimento dello status di rifugiato. Betori ha ribadito che per i vescovi il "ricongiungimento è uno strumento fondamentale dell’integrazione".

La Cei ritiene che una legge sulle "fine vita" non debba accettare il "principio di autodeterminazione" del paziente né debba finire in "accanimento terapeutico o abbandono terapeutico". I vescovi sono favorevoli a dichiarazioni "certe e documentate" ma questa volontà del paziente "non deve diventare una decisione".

"Noi non diamo pagelle al governo, il governo se le deve dare da sé e non aspettarle dai vescovi".  "Il Consiglio permanente – ha detto Betori – non si riunisce per dare le pagelle al governo, ma se prende atto che ci sono dei problemi nel Paese lo fa per richiamare tutti, governo compreso e società in senso ampio, al fatto che ci sono valori che vanno salvaguardati. I vescovi – ha aggiunto Betori – lasciano a ciascuno le sue responsabilità, non danno pagelle".

I vescovi italiani esprimono l’auspicio che "per quanto riguarda la cooperazione internazionale, gli Obiettivi del Millennio non vengano abbandonati dal governo italiano". Mons. Betori ha espresso questo auspicio rispondendo ad una domanda sull’impiego che attualmente lo Stato italiano fa dei fondi a lui destinati grazie all’8 per mille.

"Avremmo preferito che non ci fosse stata la penalizzazione delle donne vittime, ma per il resto ci sembra che il provvedimento vada nella linea della rottura di questa pratica ignominiosa e sia un buon modo per affrontare il problema". Il vescovo parlava nella conferenza stampa, presso la Radio vaticana, sui lavori dell’ultimo consiglio permanente dei vescovi.