Centrodestra: Mauro-Quagliariello, da Orvieto metodo e contenuti

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Centrodestra: Mauro-Quagliariello, da Orvieto metodo e contenuti

Centrodestra: Mauro-Quagliariello, da Orvieto metodo e contenuti

30 Novembre 2015

"L’appuntamento di Orvieto è stato importante per il metodo e per i contenuti, e ringraziamo Carlo Giovanardi ed Ettore Bonalberti per essersene fatti promotori". Lo dichiarano in una nota congiunta i senatori Mario Mauro e Gaetano Quagliariello, ai quali sono state affidate le conclusioni dell’incontro ‘Uniti si vince’ svoltosi a Orvieto nello scorso fine settimana. "E’ stato definitivamente chiarito – affermano Mauro e Quagliariello – che nessuno intende mettere in piedi l’ennesimo partitino. Si è trattato invece di un primo passo verso la costruzione di una comunità: ciò che è mancato al vecchio centrodestra e ancor più manca al nuovissimo centrosinistra. La strutturazione verrà, e non sarà in un partitino ma in un grande partito a vocazione maggioritaria". "A Orvieto, insomma – aggiungono -, non è andata in scena una fiera delle vanità ne’ una liturgia di terzismo minoritario. Si sono ritrovate persone, associazioni, storie come quelle che alle ultime regionali hanno segnato una linea di coerente alternativa alla sinistra. Si sono ritrovate categorie come le forze dell’ordine con i loro rappresentanti, si sono ritrovati i movimenti in prima linea contro le aberrazioni del gender e del commercio dei bambini e dell’utero delle donne, e per questa significativa presenza di organizzazioni dobbiamo dire grazie anche alla serietà con cui Carlo Giovanardi interpreta il suo lavoro in Parlamento. Da Orvieto, dunque, non sono usciti revanscismi o velleità, ma la chiara indicazione ad andare avanti nell’aggregazione dal basso delle forze alternative al renzismo e ancor di piu’ ad alzare la bandiera dei contenuti". "E’ ciò – concludono i due parlamentari – che faremo a cominciare dalle prossime battaglie parlamentari: sulla cittadinanza, sulle unioni civili, sul fisco, sulla sicurezza e a difesa di quelle forze dell’ordine – concludono i due senatori – minacciate dal continuo tentativo di rendere ancor più difficile il loro delicatissimo compito".