C’era una nuova generazione di cattolici in politica. Ora ci resta la Bindi
10 Dicembre 2012
Al direttore.
Sacchetti di sabbia alle finestre. Li cominciamo a mettere noi cattolici, pensando al parlamento che verrà. Eppure da anni sentiamo l’invito pressante e continuo a un nuovo impegno dei cattolici in politica, da parte di vescovi e cardinali, su su fino a Benedetto XVI. Un’esortazione fatta da sempre, quella a una presenza pubblica dei credenti, e non solo rivolta all’Italia, ma particolarmente sentita da noi dopo che le serate del Cav. e le difficoltà del suo governo hanno raffreddato i rapporti fra parte del nostro mondo e il centrodestra. Da un paio di anni diciamo che mancano i De Gasperi, che servirebbero i La Pira, qualcuno si chiede dov’è Dossetti, e c’è pure chi rimpiange Moro, Andreotti e Tina Anselmi.
Ed eccola, la generazione per un impegno rinnovato: Todi1 e Todi2, una “cosa bianca” all’orizzonte, al governo un Rettore di un’università cattolica e addirittura il fondatore di una comunità, mentre un altro ministro corre sulla tomba del poverello di Assisi per certificarsi della partita.
Si diceva “basta con l’irrilevanza” e dentro con la nuova generazione. Eppure già c’era una leadership, un’alleanza creativa dei cattolici con laici liberi e consapevoli, che aveva vinto un referendum, portato in piazza un popolo a favore del matrimonio fra un uomo e una donna (manifestazione unica al mondo) e condotto varie altre battaglie di frontiera nel parlamento, nei ministeri e nel paese.
Occorre una nuova generazione di cattolici in politica, e intanto quelli che c’erano si indeboliscono, e quelli nuovi non pesano.
La ditta vincente Bersani&Vendola quei pochi rimasti ce li ha tutti in quarta fila, zona pre-rottamazione, e fra i giovani turchi non è proprio aria: là salutano col pugno chiuso.
Al centro vanno in Ferrari e hanno già detto – Andrea Romano – che i loro cattolici sì, che sono inclusivi, già hanno rinunciato ai valori non negoziabili nel manifesto che li rappresenta. E nel PdL degli attacchi furiosi di Bondi e Galan a Roccella-Sacconi-Quagliariello, ci sarà ancora posto per i cattolici? E se ci sarà, avranno ancora quell’agibilità politica, quello spazio di azione che ha fatto sì che un intero consiglio dei ministri sia andato a scontro con il presidente della Repubblica per cercare di salvare una vita umana?
E dopo tutte le invocazioni a una nuova generazione di cattolici in politica, speriamo che Bersani dia la deroga alla Bindi, perché il rischio vero è che nel nuovo parlamento sarà lei l’ultimo punto di tenuta.
Tratto da Il Foglio dell’8 dicembre
