Cerimonia per Don Verzè. Berlusconi: “C’è una atmosfera avvelenata”

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Cerimonia per Don Verzè. Berlusconi: “C’è una atmosfera avvelenata”

14 Marzo 2010

"Oggi qui è una bellissima giornata perché siamo lontani dall’atmosfera avvelenata in cui siamo costretti a stare soprattutto in questi ultimi giorni. Qui ho sentito solo parole positive". Così il premier Silvio Berlusconi ha iniziato il suo discorso in occasione della celebrazione dei 90 anni di don Luigi Verzè, il presidente e il fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano.

"È inutile dire – ha detto Berlusconi – che questa mattinata è stata bellissima anche per me perché siamo usciti, siamo stati lontani dall’atmosfera avvelenata in cui siamo stati costretti a stare soprattutto in questi ultimi giorni". "Questa mattina – ha proseguito – abbiamo sentito solo parole positive e buoni sentimenti. È stata una mattinata splendida". Berlusconi per descrivere la mattinata ha ricordato una frase napoletana: "A Napoli si dice ‘tengo ò core into ò zucchero’. Questa mattina ho il cuore che è uno zucchero che più zucchero non si può".

Il Cavaliere ha poi spiegato che "lui mi confessa e mi dà l’assoluzione senza che io dica niente perché mi conosce e conosce i miei peccati. Ma la verità che mi ha insegnato don Verzè è che il vero peccato è fare del male agli altri, se si fa del bene agli altri si è lontanissimi dal peccato", ha concluso Berlusconi. Infatti, prosegue il premier, Don Verzè è "un sognatore di cose buone, un uomo che trasforma questi sogni in progetti realizzati". 

Berlusconi ha raccontato che "il primo contatto con don Luigi fu un bisticcio. Lui per il San Raffaele e io per Milano 2 avevano delle divergenze sulle acque. Lui poi mi disse di avere un alleato in alto e in effetti vinse lui. Io sono stato uno dei pochi – continua Berlusconi – ad aver sempre creduto che i suoi progetti si potessero realizzare. Per lui provo un amore profondo. Ha fatto ospedali straordinari a Milano e in tutto il mondo. Non posso che augurargli una vita lunghissima perché se c’è uno che se lo merita è proprio don Luigi", conclude il premier.

Altrettante parole lusinghiere le ha espresse Don Verzè nei confronti del presidente del Consiglio, definendolo "statista di fama mondiale". "Oggi – ha esordito don Verzè – c’è anche Silvio Berlusconi che è diventato un personaggio storico, nato nella fede cristiana e ispirato alla fraternità". "A lui – ha aggiunto – rivolgo un mio elogio personale e non solo politico. Da giovane faceva il cantautore da crociera, poi è diventato un imprenditore affermatissimo, il più grande di questo Paese. Infine solo per amore, solo per amore della Patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama mondiale".

Don Verzè si è quindi rivolto a Berlusconi: "Costa, caro Silvio. Anch’io sono passato sulle strade e sulle scale che sanno di sale". Implicito il riferimento a momenti difficili, compreso quelli determinati dalle inchieste giudiziarie. Don Verzè si è quindi rivolto ancora a Berlusconi: "Bisogna essere sempre buoni con tutti, anche con gli avversari, ma ognuno al suo posto". Infine ha ricordato gli aiuti che il premier gli concede per la realizzazione dei suoi progetti: "Qualche volta gli chiedo qualche aiuto, come, per esempio, per l’ospedale dei lebbrosi nel deserto".