Che cosa è veramente Fini?
29 Ottobre 2010
di Redazione
Ha cominciato Ernesto Galli della Loggia quando, in risposta a una lunga lettera di Gianfranco Fini che contestava le tesi di un suo editoriale del giorno prima, lo storico ha così bollato il presidente della Camera: “gli ammonimenti di inamidato buonismo e i precetti politicamente corretti che va dispensando regolarmente lo stanno rendendo degno – se lo lasci dire – del miglior Scalfaro d’annata". E Fini se l’è lasciato dire.
Poi c’ è stato Pigi Battista che pure non si può sospettare si sentimenti anti-finiani, anzi. Intervistato dal Foglio sugli errori e le tentazioni del leader di Futuro e Libertà, Battista dice: “Negli ultimi tempi Fini ha inanellato una serie di errori. Ha parlato di governo tecnico, avallando l’idea del microribaltonismo. Una cosa è porsi sul piano della concorrenza politica, altro è chiacchierare con D’Alema di manovre che trasformerebbero Fini in una specie di Mastella".
Il colpo finale l’ha inferto Alemanno in una intervista ieri a Repubblica: “Più che un partito di destra Fli assomiglia a un nuovo Pri ma senza La Malfa”.
Insomma per uno che vuole fondare la nuova destra del terzo millennio, libera, laica, democratica e moderna, che vuole dare il calcio di inizio alla Terza Repubblica, essere visto come una miscela di Oscar Luigi Scalfaro, Clemente Mastella e un “Pri senza La Malfa” non è proprio il massimo.
