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A destra e a manca

Che errore la piazza pre-elettorale dei “buoni” e “cattivi” (di V. Sconci)

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Perché? Sono alcuni giorni che mi interrogo inutilmente sul perché sia stata indetta una manifestazione di grande peso politico il giorno prima di una tornata elettorale, in pieno silenzio pre elettorale. Non ne capisco i motivi logici, non penso che abbia rilevanza sui risultati degli scrutini, non la considero una “trovata” per sconfiggere la Meloni. Ma molto peggio. Un modo un po’ arcaico di risottolineare le differenze.

Dico questo perché si è persa di nuovo una occasione per sconfiggere il fascismo con l’unica arma vincente, quella che non lascia dubbi, quella che non prevede la prevalenza di un gruppo su un altro, quella che vede in prospettiva il sogno della riappacificazione nazionale: la partecipazione di tutti i Partiti democratici senza primogeniture, senza proclami di purezza ideologica nella lotta contro ogni forma di violenza politica. Sarebbe bastato anticipare o posticipare per dare un segno nuovo, affascinante per chi si augura di costruire un futuro migliore. Ed invece ci è toccato ascoltare di nuovo le solite litanie. Purtroppo, da entrambe le parti. Neanche un cedimento, neanche un tentativo esemplare di “cambiare disco”, neanche una posizione forte in nome della solidarietà. Mi sono sembrati tutti una serie di personaggi in cerca di ruolo utilizzando una strumentazione collaudata per difendere culture un po’ stantie ma fedeli al loro rispettivo “politicamente corretto”.

Quanto di più depersonalizzante è diventato il simbolo della differenziazione per chi, e mi duole tanto dirlo, non ha gli strumenti adatti per erigersi a difensore degli interessi di tutti. Una politica senza caratura, una dialettica priva dei sensi, un modo di vedersi catapultato dall’orda del pregiudizio. In questo momento, mentre gli uni parlano, ahimè, di strategia della tensione, gli altri invocano “a gran voce” il buon Draghi per mettere Forza Nuova fuori legge. Ulteriore stupore. Non riesco a capire cosa ci entri il Governo con la messa fuori legge di una forza politica nel rispetto di una legislazione già esistente. Penso sia una competenza della Magistratura. Ma in questo strano Paese i ruoli ormai non dipendono dalle regole istituzionali ma dal “politicamente corretto” del momento. E dopo tutta questa, si fa per dire, riflessione mi riviene in mente: perché?

 

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