“Che stecca per il Pd  imbarcare  Di Pietro”

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“Che stecca per il Pd imbarcare Di Pietro”

15 Febbraio 2008

Intervista a Stefania Craxi di Dimitri Buffa

“Alla fine il grande solista Walter Veltroni ha steccato proprio su Di Pietro – dice Stefania Craxi a “L’Occidentale” –  e si imbarca il giustizialista difensore del potere della parte peggiore della magistratura”. E il fatto di avere tenuto fuori la ex Rosa nel pugno, ossia i socialisti di Boselli più i Radicali, è per la figlia di Bettino “un chiaro monito per tutte quelle individualità socialiste che sono state costrette da Boselli a vivere all’ombra dell’ex Pci: di là non c’è posto, un socialista riformista non può che stare con il Partito delle libertà di Berlusconi”.


Stefania Craxi, secondo lei perché Veltroni ha voluto Di Pietro dentro il suo progetto di Partito democratico?

“Probabilmente avrà ritenuto utile non privarsi di un sano ombrello protettivo contro eventuali iniziative di quella parte della magistratura che fa politica con le proprie inchieste”.

Secondo lei quindi più che la convenienza elettorale ha pesato l’esperienza pregressa come quella dei casi De Magistris e Forleo?

“Questa è una bella domanda. Potrebbe trattarsi di entrambe le cose: da una parte l’ombrello protettivo di un partito che non ha mai voluto raccontare la verità sui propri finanziamenti illegali di cui ha usufruito per tutto il corso della prima repubblica ininterrottamente, dall’altra un misero calcolo elettorale.”

L’Italia dei valori conta elettoralmente così tanto da sacrificare l’alleanza con i socialisti e con i radicali?

“Non so se li ha fatti lui o glieli hanno fatti fare gli altri, comunque i  calcoli di Veltroni sui voti in più che gli porterà Di Pietro sono esatti dal punto di vista aritmetico. Ma questo non giustifica lo squallore di una simile operazione”.

Di Pietro sarà pure un campione del giustizialismo,  però anche lui ha qualche problemino, almeno a leggere il dossier dei radicali che lo riguarda..

“Di Pietro non è un angelo al di sopra di ogni sospetto. E chi oggi ne parla fa finta di non ricordarsi le censure deontologiche contenute nella sentenza assolutoria del tribunale di Brescia del 29 gennaio 1997. Soprattutto i giudizi sferzanti sulla sua decisione di sfruttare politicamente la popolarità ottenuta facendo il pm di “mani pulite”. Per venire a tempi più recenti mi risulta la notizia che il dottor Di Pietro sia stato convocato a Roma davanti al giudice monocratico per un “udienza camerale” il prossimo 27 febbraio. Sarebbe indagato per l’ipotesi di reato prevista dagli articoli 646 e 640 bis e 476 e 479 del codice penale. Credo trattasi di truffa e di falso in atti pubblici per la vicenda del finanziamento pubblico dei partiti all’Italia dei valori in seguito all’esposto di un suo ex socio. Infine gli italiani ancora si domandano come sia nata la stella di Di Pietro, come abbia conseguito la laurea, come sia diventato magistrato e così via..”

C’è anche la polemica sulla figura  dell’avvocato Armando Veneto, uomo cardine dell’Idv nel Sud, famoso per avere tenuto l’orazione funebre del boss della ‘ndrangheta Piromalli..

“Il caso di Di Pietro mi sembra il classico caso di un moralista dei miei stivali, tanto per citare mio padre Bettino.”

Veltroni facendo questa scelta ha quindi realizzato un  autogol?

“Ha scelto il peggiore alleato possibile, buttando via la presunta aria nuova che diceva di volere introdurre nella politica italiana ma anche il presunto bando degli estremisti nel Pd, visto che il giustizialismo è uno dei peggiori estremismi che siano in circolazione. Il tutto ipotecando infine ogni possibile intesa bipartisan sulle riforme..”

Cioè?

“Io credo che nella prossima legislatura vada affrontata una volta per tutte una vera riforma della giustizia e mi chiedo come Veltroni possa farla con un Di Pietro seduto accanto a lui.”

Di Pietro è sempre il sindacalista dell’Anm. all’interno di un eventuale governo Veltroni, così come lo è stato con quello di Prodi?

“Più precisamente continuerà ad essere il sindacalista di quella parte dei magistrati che pretende il potere politico”.

In tutto ciò ai socialisti di Boselli, di fatto scaricati sull’altare dell’intesa con l’Italia dei Valori, cosa ti senti di dire?

“Che il posto dei socialisti riformisti è con Berlusconi e il suo Partito delle libertà, mentre loro, andando dietro alle mire di Boselli e alle sue ambizioni personali, ecco che bella fine che hanno fatto.”