Checché ne dica Saviano, la ‘cosina’ è l’unica vera ragione d’esistenza
03 Aprile 2011
di Zia Giugi
Cara Zia Giugi, tutta questa attenzione sulle donne mi sta davvero stretta. Il corpo, il denaro, l’etica… Ma basta! Siamo esseri umani come gli altri, vizi e virtù comprese. Né peggio, né meglio, semplicemente diverse, come cani e gatti. Cosa c’è ancora da dire? Rossella
Cara Rossella, non è mica colpa nostra. Questa continua attenzione ce la riservano i maschi perché, checché ne dica Saviano che evidentemente non ne apprezza i molteplici e riconosciuti vantaggi, la nostra cosina è sempre la prima delle ragioni per cui vale la pena vivere. I maschi ne parlano spesso e volentieri. Ancor più che di calcio (cosa ovvia) e di strade con relative velocità di percorrenza (il perché passino delle mezz’ore a raccontarsi le vie più brevi per andare da un posto all’altro resta un mistero per ogni antropologo). Comunque, di cose ce ne sono ancora da dire.
Ad esempio: pollice verso per Eleonora Brigliadori. Cinquantenne, capigliatura selvaggia che non risente del salino (evidentemente il balsamo glie lo lasciano mettere nel bagaglio), genere mistico-artistico, un sacco alternativa. Lei sta sull’Isola dei Famosi, ma non come gli altri per il denaro e la notorietà. Lei deve portare un messaggio! Sulla stessa Isola, e ringraziamo la produzione, c’è pure un concorrente che è bello, ma così bello, che ogni succinto bikini gli sbava appresso. Lui ha riccioli spettinati, occhi chiari e mobili, un bel naso da uomo vero, un sorriso grande un po’ irregolare da fare anche simpatia. Ma soprattutto è dotato di tale perfetta corporatura, che quando balla la capoeira c’è di che consumare il tasto del fermo immagine. Il tipo in questione, modello brasiliano di nome Thyago, però non parla. Non per ragioni particolari, timidezza o difficoltà con la lingua.
Semplicemente non ha nulla da dire. Questo preoccupa gli autori del programma, che stanno studiando di mettere l’encefalogramma tra i documenti obbligatori da esibire durante le selezioni. Ma ancor di più li agita la mancanza di interesse per le femmine presenti. Che pure sfoderano tali culetti che tutte noi, il giorno dopo la trasmissione, ci diamo dentro con più lena sullo stepper. Per ravvivare le sopite pulsioni di Thyago, gli autori organizzano un gioco nel quale il bellone silente, bendato alla mosca cieca e a torso nudo, deve riconoscere le concorrenti soltanto dal modo in cui lo accarezzano. A turno, tutte si precipitano a lisciare con entrambe le mani la pelle ambrata, insistendo sulla cosiddetta tartaruga (niente di osceno, questa parvenza assumono i muscoli addominali quando sono ben allenati).
Per la cronaca, Thyago non ne riconosce neppure una, ma che non fosse sto torello l’avevamo capito da mo’. Quella che solleva la nostra indignazione è la Brigliadori, che per ultima si avvicina nel suo abito indaco da sacerdotessa. Lei lo guarda intensamente, gli si pone di fronte e poi gli stringe castamente la mano! Incredibile, gli tiene a lungo il palmo come se facesse il segno di pace in parrocchia. Con convinzione, ispirata, godendo del suo intellettuale distacco. Lei non ha bisogno di toccare un bel ragazzo per sentirsi felice. Lei ha la luna e le stelle, le spiagge, il suo materassino zen e ciò le basta. Sono passati i tempi in cui provava piacere solo se frustata con una cintura, come la protagonista dell’omonimo film, che interpretò nel 1989. Un momento, direte voi, quello l’aveva scritto Moravia.
