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Chi andrà in moglie a Mussi?

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Fossimo Enrico Boselli saremmo in un certo imbarazzo.  La parte dello sposo incerto e vezzoso già s’addice poco a Fabio Mussi, ma il ruolo di una delle pulzelle in palio dev’essere ancora più sconveniente per quel socialista mite e schivo di Bosellli. Specie se la concorrente nella conquista dei favori mussiani è quel bellimbusto di Fausto Bertinotti.

Siamo in pieno marivaudage: lasciata la casa avita l’irrequieto Mussi è in cerca di nuovi approdi. Ieri al Corriere ha confidato: “io non voglio essere sposato, semmai voglio sposarmi”. Così si guarda intorno: da una parte c’è lo Sdi di Boselli che vivacchia da separato in casa con Marco Pannella, dall’altra c’è Rifondazione con ben altra dote e più svegli appetiti.

Mussi non ha ancora scelto: fa delle avances, si ritrae, ammicca, rinvia. I suoi lo hanno seguito nell’epopea dell’abbandono, ma sono molto più incerti sulla destinazione finale.

La tentazione del ministro dell’Università sarebbe quella di rischiare la sorte in solitaria alle Europee ma non è detto che gli altri lo aspettino e non è detto che ne esca con qualcosa da barattare.

Bertinotti freme per il progetto di unità delle sinistre a sinistra del Pd e non vuole aspettare. Lo si può capire: perché andare a una guerra fratricida per conquistarsi gli orfani dell’ideologia quando si può fare cappotto mettendosi tutti assieme?

Quello che si capisce meno è Boselli. Intanto il dilemma di Mussi è già in sé piuttosto scomodo: Boselli o Bertinotti? Possibile che il segretario dello Sdi, lo stesso già maritato con la Rosa nel Pugno campione di liberismo, sponsor dell’agenda Giavazzi e piena di volenterosi bipartigiani, si faccia mettere sullo stesso piano di Bertinotti?

Possibile che Boselli accetti la corte di qualcuno che guarda con la stessa concupiscenza a quei rifondaroli che picchiano in piazza Mario Segni, che bruciano bandiere e vorrebbero Chavez al posto di Prodi?

E poi che se ne farebbe dei radicali: anche loro invitati al festino?

I tempi sono duri per i troppo piccoli ma Boselli dovrebbe mostrare un poco più d’orgoglio. Tiri fuori i suoi quarti di nobiltà socialista e molli Mussi davanti all’altare. Ci pensi Bertinotti a rifondarlo.

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1 COMMENT

  1. Siamo davanti al solito
    Siamo davanti al solito film. Dirigenti di partito a vita che non vanno d’accordo,si lasciano e si sposano con altri,si presentano in mega raduni(chissà quanto costano e da dove prendono i soldi )e proclamano nuovi destini,scenari,davanti ad un pubblico che applaude.Dirigenti di partito a vita significa politici di professione che come lavoro hanno fatto carriera nel partito: assai spesso assumono il titolo di giornalista,scrittore ecc.
    Tutto questo è chiamato democrazia con vari aggettivi: ora di sinistra,ora di destra,ora proletaria,ora liberale e chi più ce ne ha più ce ne metta.
    Poveri noi e povera Italia, se è questa la cultura poltica che sappiamo esprimere.

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