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Un duro al governo

Chi è Dominic Raab, il thatcheriano che sostituisce BoJo a Downing Street

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Figlio di un immigrato ebreo fuggito a Londra dalla Cecoslovacchia e dall’insensata spietatezza delle leggi razziali. Avvocato d’acciaio che decide di dare la caccia ai criminali di guerra per conto dell’Aja. Cintura nera di karate. Il background di Dominic Raab farebbe impazzire Clint Eastwood che magari dalla sua vita trarrebbe un film da Oscar e perché no gli farebbe interpretare sè stesso, come ha fatto con i protagonisti di “Ore 15:17 – Attacco al treno”.

Dominic Raab incarna perfettamente il profilo del duro da film d’azione. Capelli brizzolati, radi e sottili. Mascella scolpita. Occhi glaciali e inesorabili. Per lui ora la missione più difficile. Sostituire Boris Johnson, attualmente ancora in ospedale sia pur non più in terapia intensiva, al numero 10 di Downing Street.

I due si conoscono da tempo. Raab da quando è stato eletto deputato per il collegio Esther and Walton si è attestato come uno dei duri e puri della destra tory. Accanto a BoJo ha sostenuto tenacemente il fronte Leave durante la campagna referendaria del 2016. I due si sono ritrovati nel 2019 dopo le dimissioni di Theresa May quando decise di ritirarsi dalle primarie del partito per sostenere la corsa di Johnson che glia aveva affidato il Ministero degli esteri, mantenuto anche dopo le scorse generali in cui il Partito Conservatore ha colorato di blu elettrico 365 collegi.

Raab è un combattente privo di filtri e compromessi. Si è battuto contro l’Ue supportando la sospensione del Parlamento. Durante lo scoppio dell’emergenza sanitaria ha coordinato in prima persona le operazioni di rimpatrio dei vari cittadini britannici in giro per il mondo, bloccati a causa delle restrizioni dei voli aerei dovuti all’epidemia di COVID19. L’ex premier Theresa May è stata uno dei suoi avversari all’interno del partito, tra i due non è mai corso buon sangue.

La May nel 2018 lo aveva scelto come responsabile per la Brexit dopo le dimissioni di David Davis, un incarico lasciato a Novembre dello stesso anno, dopo il recesso dell’allora primo ministro che a suo dire concedeva troppo a Bruxelles. Si erano già scontrati quando la May era Ministro dell’Interno e Raab aveva attaccato le femministe apostrofandole come “odiose bigotte” che trattavano gli uomini ingiustamente, lei gli rispose accusandolo di fomentare una “guerra di genere”.

Un carattere deciso e irremovibile che avrebbe entusiasmato la lady di ferro. D’altro canto Dominic Raab di essere un thatcheriano non lo ha mai nascosto al punto che, nel 2012, firmò Britannia Unchained un manifesto, poi alla base del programma Leave, che invocava la deregulation totale in campo economico contrapponendosi al protezionismo e al dirigismo dell’Unione europea.

“Non è solo il Primo Ministro, per tutti noi nel gabinetto non è solo il nostro capo, è anche un collega ed è anche nostro amico. Quindi tutti i nostri pensieri e preghiere sono con il Primo Ministro in questo momento, con Carrie e con tutta la sua famiglia. E sono sicuro che ce la farà. Perché se c’è una cosa che so del Primo Ministro, è che è un combattente”. Dominic Raab ha parlato così in conferenza stampa con voce calma, lievemente solcata dall’emozione.

Boris Johnson è un combattente e di sicuro darà una lezione al Coronavirus. Nel frattempo il suo studio al numero 10 di Downing Street è presieduto da un John J.Rambo con lo Union Jack inciso sul petto.

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