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Chi è veramente John McCain? Storia di un patriota repubblicano che piace ai democratici

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A meno che non succeda qualcosa di veramente strano, John McCain sarà il candidato del Partito Repubblicano a diventare Presidente degli Stati Uniti d’America. Come prima cosa potreste chiedervi: “ questa stranezza potrebbe accadere?” La risposta è si, ma è molto difficile che accada. Tutti gli oppositori più credibili di McCain per la candidatura hanno già abbandonato la gara, eccetto uno. Si tratta del governatore dell’Arkansas Mike Huckabee. Da notare che anche Bill Clinton governava il “Natural State” prima di essere eletto Presidente nel 1992. Però, molti strenui conservatori nel Partito Repubblicano non amano McCain perché non lo considerano abbastanza conservatore.

Mentre Huckabee, un cristiano evangelico oltre che un esperto ministro, ha dichiarato dal canto suo di essere in corsa per la nomination come alternativa a McCain. Può contare su un sostegno importante, specialmente nel sud, dove gli evangelici vanno forte, ed in qualche altra zona. In generale però, i Repubblicani hanno scelto McCain. Tra le altre cose Huckabee non ha quasi nessun sostenitore negli stati moderati del nord. Quindi, perché Huckabee possa superare McCain, dovrebbe accadere un miracolo statistico o un evento non anticipato, tipo un’improvvisa malattia dell’eroe di guerra.  

C’è un modo di dire tipicamente Americano secondo cui una settimana nel mondo reale può diventare una vita intera in politica. Quindi, pur comprendendo che le stranezze  possono accadere, potremmo ben dire che - stando così le cose - John McCain sarà la scelta Repubblicana. Il partito Democratico è invece profondamente diviso tra Hillary Rodham Clinton e Barack Hussein Obama, gli esiti di questa gara potrebbero non essere intellegibili per diverse settimane. Anche se, ora come ora, Obama è considerato il corridore di punta e può contare su più sostenitori convinti.                                                                         

Ma chi è veramente John McCain? Quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze? E quali le sue chance di diventare presidente nelle elezioni di novembre. Nel caso voleste visitare il suo sito, eccolo qui: www.johnmccain.com.            

John Sidney McCain III è nato in una famiglia della marina il 29 agosto del 1936. Se dovesse vincere le elezioni diventerebbe, a 72 anni, il più anziano presidente nella storia degli States. (Non sarebbe comunque il più anziano in servizio visto che Reagan, si è ritirato quando aveva 76 anni).

Il nonno di McCain era un ammiraglio durante la Seconda Guerra Mondiale e comandava le unità portaerei nel Pacifico. Suo padre invece era un ammiraglio durante la guerra del Vietnam e guidava tutte le forze statunitensi nel Pacifico.

Il 29 Luglio del 1967, McCain stava attendendo il suo turno per decollare dalla portaerei USS Forrestal quando un missile Zuni fu accidentalmente lanciato da un altro aeroplano. Il missile colpì il suo jet che fu immediatamente avvolto dalle fiamme. McCain alla fine è riuscito ad uscire fuori vivo da quell’inferno, dove hanno perso la vita 132 dei suoi compagni di nave. Rimasto ferito a causa dell’incidente, l’aviatore sarebbe potuto tornare a casa ma non lo ha fatto, invece è rimasto come volontario per combattere ancora,  veramente eroico, come fanno notare i suoi ammiratori. Fatto sta che la Marina gli ha assegnato un'altra nave e messo a disposizione un altro aereo.

Il 26 ottobre del 1967, il nuovo aereo di McCain è stato abbattuto mentre stava sorvolando il Vietnam settentrionale, catturato dai viet-cong, il candidato Repubblicano è rimasto in prigione per cinque anni e mezzo. È stato anche torturato ferocemente e gli effetti di quel trattamento sono ancora visibili nella deformazione del suo braccio destro, che non può essere sollevato più in alto della testa.

I vietnamiti del nord ad un certo punto si sono resi conto di avere tra le grinfie il figlio di un famoso comandante navale e gli hanno offerto il rilascio anticipato. McCain si è rifiutato di usufruire di un tale dono, fiutando gli effetti devastanti che il suo rilascio avrebbe causato tra i suoi compagni di cella e sottoponendosi ad ulteriori torture. È stato questo gesto di solidarietà, tra le altre cose, che lo ha reso caro agli americani.

McCain è stato liberato nel 1973 ed ha continuato a prestare servizio nella Marina americana fino alla sua entrata in politica agli inizi degli anni ’80. È diventato prima un membro del congresso dell’Arizona, nel sud-ovest americano, e poi un membro del Senato, dove siede ancora oggi. Nel 2000 ha sfidato George W. Bush per la nomination a presidente, perdendo per di poco.

La forza più grande di McCain sta nella sua reputazione caratteriale. È un eroe di guerra con tutti crismi che si è comportato con onore ed ha sofferto nel servire la sua nazione. Come membro del Senato è fieramente indipendente, determinato a portare avanti il suo partito. Questo lo ha reso popolare tra gli indipendenti e anche tra alcuni Democratici moderati, anche se gli è costato l’ostilità di qualche conservatore, che di tanto in tanto lo etichetta come voltagabbana. McCain è uno dei capi politici più unanimemente rispettati degli Stati Uniti. Anche se ha avuto una parte minore in uno scandalo finanziario ed è stato criticato per un’indagine a suo carico nel 1991, è sopravvissuto senza riportare danni d’immagine, in parte anche perché ha ammesso il suo ruolo ed il suo errore, cosa decisamente inusuale per un politico americano.

Nell’idioma americano, McCain è indicato come “un uomo tutto d’un pezzo”, qualcuno di cui fidarsi in tempi difficili.  Il grado d’influenza di quel fattore, però, dipende dalle condizioni politiche esistenti mentre ci si avvicina al voto di novembre.

Se dovesse esserci un attacco terroristico o se la sicurezza nazionale dovesse diventare  nuovamente una questione di primaria importanza, McCain ne trarrebbe un grande vantaggio. Vantaggio che potrebbe invece diminuire qualora gli elettori si stancassero di sentir parlare di minacce terroristiche o nel caso in cui l’economia dovesse ristagnare. McCain non è certo considerato un’autorità in campo economico. Poi c’è da considerare che esiste una tradizione di rifiuto degli eroi di guerra tra gli americani, specialmente quando le gesta eroiche sono state compiute in un lontano passato.

Nel 1976 il Senatore Robert Dole, seriamente ferito in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, ha affrontato il Presidente Bill Clinton, che aveva fatto in modo di non andare neanche in Vietnam. Ha vinto Clinton. In America il sentire comune accorda un grande prestigio agli eroi di guerra ma non gli garantisce certo la presidenza.

Douglas MacArthur, ad esempio, uno dei grandi generali americani della Seconda Guerra Mondiale, ha sempre voluto fortemente diventare presidente, ma gli americani non glie lo hanno nemmeno mai chiesto.

McCain era considerato il candidato numero uno alla presidenza soltanto un anno fa. Ma poi la sua campagna elettorale è andata a finire male, in parte anche a causa del suo supporto per l’impopolare guerra irachena. Si è rialzato soltanto dopo aver iniziato a caldeggiare la strategia della surge in Iraq, che ha cominciato a mostrare i risultati. Mentre la l’iniezione di truppe diventava sempre più un successo, anche la fortuna di McCain cresceva. La gente incominciava a vederlo come quello che alla fine avrebbe avuto ragione.   

McCain può anche contare sul fatto che il Partito Repubblicano è molto più devoto alla tradizione di quanto non lo sia quello Democratico. Generalmente in quel contesto viene scelto – come candidato presidenziale - “il prossimo della fila”, il candidato più ovvio, quello che ha aspettato il suo turno. Per la maggior parte dei Repubblicani quell’uomo è John McCain .

L’ex-aviatore della Marina ha anche altri vantaggi. È considerato un grosso esperto di governo, e la gente crede che egli detenga un certo “senso della missione”. Oltre a ciò, piace molto alla stampa, è questo è fondamentale. Infatti, la stampa in America tende ad essere piuttosto sinistroide. McCain rappresenta una delle poche persone di destra che i media hanno accolto favorevolmente , in parte anche per il suo sprezzo del pericolo.       

Esiste un altro vecchio detto americano che fa così: “Non discutere mai con le persone che si comprano  barili  d’inchiostro”. E John McCain gode proprio della stima di chi compra l’inchiostro a barili.

Ovviamente, in mezzo a tutti questi elogi, ci sono anche aspetti negativi da considerare. Per prima cosa McCain ha la sfortuna di essere repubblicano proprio nel momento in cui il suo partito è sfavorito. Ha perso le elezioni “mid-term” del 2006 e con esse il controllo su tutte e due le camere del Congresso. Da quel momento i Repubblicani non si sono più ripresi la loro popolarità. Fortunatamente per McCain, le sue dispute occasionali con il Republican Party gli permettono di considerarsi un indipendente. Non è nemmeno considerato un amico di Bush, cosa che dovrebbe consentirgli di minimizzare la sua appartenenza al partito.           

Semmai la sua età, che qualcuno considera come un segno della sua maturità, potrebbe essere usata contro di lui in una nazione che venera la gioventù. E McCain i sui anni li dimostra tutti. Sembrerebbe veramente vecchio, in piedi vicino al giovane Barack Obama. McCain ha anche sofferto per un cancro alla pelle, come dimostrano le sue cicatrici.   I Democratici proveranno a ricordare – sia subdolamente sia in maniera non così subdola - ai suoi sostenitori che la salute del candidato principe dei Repubblicani è a rischio.  É un fatto risaputo che i suoi esami medici durante l’ultimo anno di carriera in Marina, alla fine degli anni ’70,  non hanno dato risultati esaltanti. Gli potrebbero perfino chiedere di rendere noti i suoi bollettini medici.

Anche il temperamento di McCain potrebbe essere usato contro di lui. È  famoso per essere irascibile. Al punto che anche un suo collega repubblicano si è chiesto pubblicamente se il candidato dell’Arizona sia all’altezza della presidenza. In questo senso la campagna elettorale potrebbe assumere toni sgradevoli. Si è parlato a lungo del fatto che la permanenza nelle prigioni nord vietnamite di McCain potrebbe averlo reso instabile mentalmente. Anche se non ci sono prove concrete a sostegno di questi tesi, la questione esiste.  Lo stesso McCain ha ammesso di essere stato un bambino di quelli arrabbiati e senza regole, e che una volta arruolato,  si è opposto alla disciplina della Marina.  Si è laureato quinto partendo dal basso nella sua classe all’Accademia Militare Navale degli Usa. Anche se pur sempre un eroe di guerra, potrebbe essere descritto dai suoi oppositori come  “materiale scadente”.

Un altro fatto negativo: Anche  se poco probabile, l’opposizione da parte conservatrice potrebbe crescere, o potrebbe portare alcuni Repubblicani a formare un movimento alternativo , un terzo partito. Anche se i candidati di partiti alternativi non possono certo aspirare a diventare presidenti, possono però riuscire  a portare via qualche voto ai candidati che vanno per la maggiore.

La candidatura di Ross Perot, nel 1992, per esempio, ha portato via molti voti a George Bush Senior, e potrebbe essergli costata un secondo mandato. Così come la candidatura di Ralph Nader nel 2000 è probabilmente costata ad Al Gore lo Stato della Florida, e quindi le elezioni. McCain deve riuscire a riappacificare e soddisfare i conservatori, senza però perdere il supporto degli indipendenti,  in modo da prevenire una minaccia proveniente da un eventuale terzo partito. 

É chiaro che la questione principale è se McCain sia in grado o no di vincere a novembre. I capi del Partito Democratico hanno chiarito che è lui il più temuto. Gli Americani stimano infinitamente gente come McCain. È un personaggio molto conosciuto al pubblico ed è stato una figura molto popolare. Se gli elettori penseranno di essere in pericolo, gli affideranno la guida della nazione. 

I sondaggi attuali dimostrerebbero che McCain, alla pari con Hillary Clinton, finirebbe di poco dietro a Barack Obama. Ma, come piace ricordare agli osservatori, le elezioni non si tengono oggi. Gli exit poll attuali hanno scarso significato. Ci sono stati candidati presidenziali con vantaggi a doppia cifra nei sondaggi e che poi hanno perso malamente  alla prova dei fatti.

Ci sono anche stati anni – tipo il 1948 - in cui mentre i sondaggi erano pesantemente sbilanciati in una direzione, le elezioni sono andate dall’altra parte. Quell’anno Harry S. Truman ha inaspettatamente sconfitto Thomas E. Dewey. Però i sondaggi, quest’anno che i Repubblicani stanno affrontando un periodo difficile, mostrano che McCain è comunque molto competitivo.

La sensazione è che McCain alla fine batterà Hillary Clinton, grandemente impopolare in molti ambienti, ma che sarà più difficile per lui sconfiggere anche Barack Obama, un soggetto politico relativamente nuovo sulla scena nazionale, che non ha avuto il tempo di farsi  abbastanza nemici. Ora come ora questo è tutto quello che si può dire sulle prospettive di McCain. Le elezioni sono a quasi nove mesi di distanza, molte vite tradotte in tempo politico. Da qui a novembre, tutto il circus delle elezioni potrebbe essere spazzato via da un singolo evento di portata internazionale o da uno scherzo della biologia.

Nel corso della sua lunga carriera, William Katz è stato uno stretto collaboratore di un senatore americano; ufficiale della CIA; assistente del teorico della guerra nucleare, Heramn Kahn: editorialista del New York Times Magazine; scrittore di commedie per Bob Newhart; intervistatore per il “Tonight Show” di Johnny Carson. E’ l’autore di dieci romanzi pubblicati in diverse lingue. Ora gestisce un sito internet, www.urgentagenda.com, e scrive per il più autorevole blog americano di politica interna, www.powerlineblog.com.

Traduzione di Andrea Holzer

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1 COMMENT

  1. McCain rappresenta il
    McCain rappresenta il passato, è un povero vecchio infermo che non ha la minima possibilità di diventare presidente.Coloro che dicono il contrario non hanno una reale consapevolezza della realtà americana

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