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Chi ha incastrato Cummings?

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Bufera politica su Boris Johnson. La stampa, l’opposizione e 35 deputati del suo partito lo accusano di avere messo a repentaglio la sicurezza nazionale per tutelare l’operato del suo Chief Advisor, Dominic Cummings, uno degli artefici della fortunata campagna di BoJo in favore della Brexit nel 2016.

Cummings è accusato di avere ripetutamente violato il lockdown imposto dalle autorità per andare a trovare la famiglia a Durham, a 260 chilometri da Londra. Mercoledì di fronte al Liaison Committee della Camera dei Comuni – la Commissione di cui fanno parte tutti i presidenti delle Commissioni permanenti – un Johnson in palese difficoltà è stato sottoposto a un vero e proprio tiro incrociato da parte dei commissari. La laburista Yvette Cooper gli ha snocciolato i dati dei recenti sondaggi che affermano come il 60% dei britannici crede che la vicenda sia stata gestita male e che, in futuro, sarà meno propensa ad ascoltare i consigli del governo sull’auto-isolamento se è proprio il governo stesso a non rispettare le norme; il Tory gallese Stephen Crabb gli ha chiesto come mai non c’è coordinamento tra le Home Nations del Regno nella lotta al coronavirus; mentre Jeremy Hunt, suo rivale nella corsa a diventare leader Tory lo scorso mese di luglio – e presidente della Commissione Scienza & Salute – ha chiesto al Premier perché i risultati dei test sul Covid-19 arrivino in ritardo nel Regno Unito rispetto ad altre nazioni. Un vero e proprio grilling, come dicono gli inglesi, cui ha assistito da arbitro un altro Tory, Sir Bernard Jenkin, presidente del Liaison Committee, che non ha mancato di chiedere a Johnson un impegno nel presentarsi più spesso di fronte alla Commissione.

Come se non bastasse i media si sono buttati a capofitto nella vicenda Cummings. I metodi di quest’ultimo non gli hanno certo ottenuto le simpatie di quotidiani e tv mainstream, che disprezza profondamente. Così come non sopporta il Civil Service, il mondo dei burocrati di Whitehall. Il Times ha pubblicato una vignetta in cui Johnson è di fronte a una lavagna che segna il calo della curva ma ha sottolineato come essa non sia quella dei casi di coronavirus ma quella del gradimento nel suoi confronti. Sulla Bbc una conduttrice del programma di informazione Newsnight, Emily Maitlis, è stata sospesa dal servizio per avere dato dei bugiardi in diretta al Primo Ministro e al suo Richelieu. Solo qualche giorno prima lord Hall, il Direttore Generale della Corporation si era vantato del picco di ascolti ottenuti dalla Beeb durante la pandemia rimarcando il suo carattere “imparziale, indipendente e credibile”. Peggio però ha fatto l’account Twitter dell’Home Civil Service che ha postato un tweet in cui definiva il duo Johnson-Cummings “truth twisters”, manipolatori della verità. Il capo di Whitehall, il segretario del Consiglio dei Ministri, Mark Sedwill, è stato invitato a dimettersi dai quotidiani più vicini a Johnson come il Daily Mail.

Johnson sta affrontando la prima crisi interna dal successo elettorale dello scorso 12 dicembre. Il caso Cummings e la questione legata alla presenza del 5G di Huawei in Regno Unito hanno dato uno scossone alla sua leadership che sembrava in continua crescita fino a un paio di settimane fa. Vecchie ruggini e gelosie nel partito Conservatore stanno riportando a galla il seme dell’auto-distruzione che in passato ha divorato le leadership di Macmillan, Thatcher, Major, Cameron e May. Un déjà vu che rischia di compromettere anche il governo di Johnson.

Sir Keir Starmer non sembra fare faville nelle sue apparizione, ma il Labour si sta riposizionando come “partito dell’unità del Regno Unito” e ha imbroccato una buona sessione di Question Time, costringendo Johnson a fare marcia indietro sulle sovratasse che medici e infermieri immigrati pagano per usufruire del Servizio Sanitario Nazionale, NHS. Sul caso Cummings è il tabloid Daily Mirror a fare da megafono alle posizioni del Labour, anche se Starmer è stato molto più cauto. Forse perché anche un suo MP, Stephen Kinnock, è stato sorpreso mentre violava il lockdown per andare a far visita ai suoi genitori ( a dire il vero lo ha rivelato lui stesso sui social…). Il leader laburista ha comunque chiesto una Commissione d’Inchiesta sul caso Cummings ma Johnson ha rispedito al mittente la richiesta affermando che in questo momento “il focus della sua azione di governo è la lotta al coronavirus”.

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