Quanto ha pesato veramente Monti

Chi ha inventato l’IMU?

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AAA….cercansi padre di Imu ripudiata. In questi primi giorni di accesa campagna elettorale, tutti i leader degli schieramenti in campo si stanno scambiando accuse reciproche in merito a chi debba attribuirsi la paternità dell’odiata imposta sull’abitazione principale. Con un’abilità da far invidia ai migliori prestigiatori, gli stessi leader promettono adesso l’alleggerimento dell’imposta sulla prima casa.

Per il leader del PDL, Silvio Berlusconi, l’Imu è un cavallo di battaglia. Intervistato a RadioUno, qualche giorno fa, ha detto di avere già pronto il disegno di decreto legge, da approvare nel primo consiglio dei ministri, per abolire l’Imu sulla prima casa, con eccezione di quelle di lusso. «I quattro miliardi dell’Imu», ha spiegato Berlusconi, «sono poca cosa a fronte di una spesa pubblica di circa 800 miliardi di euro» a cui fa fronte il Paese ogni anno. Per il PDL l’abolizione dell’Imu sulla prima casa «è un provvedimento assolutamente necessario, perché la casa è sacra».

Per il leader del PD, Pierluigi Bersani, l’Imu va alleggerita sulle fasce più deboli sostituendola con una patrimoniale: insomma, dalla padella alla brace. Perché, di principio, Bersani approva l’Imu a ragione del fatto che esiste anche in altre parti del mondo: «non c’è dubbio che è una patrimoniale», ha detto, «che più o meno pesante hanno tutti i Paesi». Nel corso di questi primi giorni di campagna elettorale, tuttavia, ha parlato anche di volerla «alleggerire sulla prima casa».

Il leader di Scelta Civica, Mario Monti, sotto il cui governo l’Imu è stata introdotta, si è tolto ogni responsabilità attribuendo al passato governo Berlusconi la paternità della nuova imposta. In prima ora, pur non sbandierandola «come una bellezza», Monti ha difeso l’Imu dall’idea dell’abrogazione avanzata da Berlusconi appena (ri)sceso in campo, spiegando che «in quasi tutti Paesi esiste una tassazione sulla prima casa» e per evitare il rischio «un anno dopo di rimettere un’Imu doppia». Insomma, Monti ha fatto un po’ da eco a Bersani. E, come il leader del PD, anche il Professore è stato colpito da camaleontismo elettorale e sta cambiano opinione. In questi giorni infatti, comincia a sposare l’idea che l’Imu debba essere «modificata e il gettito dato maggiormente ai Comuni». Ciò che non ha mai smentito è che l’Imu sia frutto del «vecchio governo» Berlusconi, che si era impegnato a introdurla negli accordi con l’Ue «senza specificare se la tassa sarebbe stata imposta anche sulla prima casa».

Quest’ultima affermazione lascia supporre che Monti stia parlando senza conoscere bene, se si vuole escludere l’alternativa (e io lo voglio) che il Professore stia mentendo pur sapendo di mentire. Perché è vero che l’Imu è stata prevista dal governo Berlusconi, ma è assolutamente falso che «non specificava» se andasse o meno applicata sulla prima casa. Vero è l’esatto contrario: l’Imu sulla prima casa, in base alla disciplina del governo Berlusconi, è espressamente esclusa. Detta così è una conclusione di scarso valore e, dunque, confutabile. C’è un solo modo per evitare ogni dubbio e contestazione: andare a leggere gli atti ufficiali, cioè le normative prodotte da ciascuno dei governi (Berlusconi e Monti) a proposito di questa maledetta Imu.

La normativa introdotta dal governo Berlusconi è l’articolo 8 (titolo: “Imposta municipale propria”) del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. Non riporto per intero l’articolo, limitandomi alle parti rilevanti (chiunque può prendere i testi e metterli a confronto):
 

•    comma 1 = l’Imu è istituita, dal 2014, e sostituisce, per la componente immobiliare, l’Irpef e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari dei beni non locati, e l’Ici;
•    comma 2 = l’Imu ha per presupposto il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale;
•    comma 3 = l’Imu non si applica al possesso dell’abitazione principale e alle pertinenze della stessa, ad eccezione delle unità classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9 (quelle di lusso).

La normativa introdotta dal governo Monti è l’articolo 13 (titolo: “Anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria”) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201. Anche qui non riporto per intero l’articolo, limitandomi alle parti rilevanti:
 

•    comma 1 = l’istituzione dell’Imu è anticipata all’anno 2012 ed applicata in tutti i Comuni del territorio nazionale;
•    comma 2 = l’Imu ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l’abitazione principale e le pertinenze della stessa.

A questo punto è possibile rispondere oggettivamente alla domanda: “chi è che ha imposto l’Imu sulla prima casa?”. A me sembra scontata, come prima anticipavo, la risposta che a introdurre l’Imu sulla prima casa è stato il governo Monti. Per inciso, inoltre, si fa notare che l’Imu concepita dal governo Berlusconi doveva essere un’imposta a “saldo zero” per le tasche dei Cittadini; l’Imu del governo Monti, invece, è di un peso esponenzialmente più elevato della vecchia Ici, per via del 60% di rivalutazione delle rendite catastali.

In conclusione, è stata fatta un po’ di chiarezza su questa questione dell’Imu sulla prima casa che sta occupando tutti gli spazi televisivi e radiofonici. Ma resta un dubbio: quanti Cittadini hanno fatto, come me, spulcio tra le disposizioni normative per capire veramente chi dice il vero e chi, invece, sta barando in campagna elettorale?
 

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1 COMMENT

  1. Contagio.
    Come un morbo letale la falsità e l’ipocrisia della nostra casta contagia chiunque si fosse illuso di esserne immune.
    Oltre a Monti scopriamo che Bersani prima dava per scontata una patrimoniale e adesso afferma che non la vuole.
    Casini pochi giorni or sono dichiarò che era folle il progetto di B di non tassare le nuove assunzioni di giovani e adesso afferma le stesse cose.
    Il compagno Bersani nega una patrimoniale e la compagna Camusso afferma che è necessaria.
    Continuano ad attaccare Marchionne col risultato che Fiat-cresce in USA e Messico e perde in Italia.
    Fino a quando il pensiero becero comunista sopravviverà nella testa di qualcuno, non ci si può aspettare niente di buono.

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