Chi va piano va sano e va lontano? Non sempre è così

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Chi va piano va sano e va lontano? Non sempre è così

25 Febbraio 2010

Al vaglio del Parlamento vi è la proposta, a firma dei senatori leghisti Roberto Mura e Piergiorgio Stiffoni, di elevare a 150 km/h il limite di velocità su alcune tratte della rete autostradale (addirittura superata dal Pdl che s’è spinto fino ai 160 km all’ora).

Dagli all’automobilista! Come ogni inverno, complici le sfavorevoli condizioni atmosferiche, sale la concentrazione di inquinanti in atmosfera e si torna a parlare di “emergenza smog”. Un’emergenza immaginaria. La qualità dell’aria nelle nostre città è oggi radicalmente migliorata rispetto a dieci o venti anni fa. E continuerà a migliorare in futuro grazie all’innovazione tecnologica di veicoli, impianti di produzione di energia e di riscaldamento.

Tale evoluzione non potrà essere modificata, se non in misura marginale, da ulteriori interventi volti a limitare e regolamentare la circolazione stradale. Eppure, sembra continuare ad essere questa la strategia principale perseguita dai decisori politici le cui proposte non vengono di norma passate al vaglio di un’analisi dei costi e dei benefici. In tale ottica si inserisce anche l’ipotesi avanzata dal Ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, di ridurre i limiti di velocità sulle autostrade nei periodi che fanno registrare le più elevate concentrazioni in atmosfera delle polveri sottili; l’idea è stata bocciata dal collega di Governo, Altero Matteoli.

Il Ministro delle infrastrutture qualche mese addietro si era invece dichiarato favorevole all’ipotesi, contenuta in un emendamento a firma dei senatori leghisti Roberto Mura e Piergiorgio Stiffoni al disegno di legge che prevede l’azzeramento del livello di alcol nel sangue per i neopatentati, di elevare a 150 km/h il limite di velocità su alcune tratte della rete autostradale.

L’idea ricalca la modifica al Codice della Strada voluta nel 2003 dall’ex ministro Lunardi che demandava ai concessionari autostradali la scelta di elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h, sulla base delle caratteristiche del tracciato ed in relazione alle condizioni di intensità del traffico, delle condizioni atmosferiche prevalenti ed alla luce dell’evoluzione dei tassi di incidentalità nell’ultimo quinquennio trascorso. Fino ad oggi nessun concessionario si è mosso in questa direzione. Ora l’innalzamento della velocità verrebbe reso obbligatorio nei tratti a tre corsie ove è presente il sistema tutor.

Quale giudizio esprimere su tale proposta? Hanno ragione i promotori dell’emendamento, secondo i quali: “alzando il limite e grazie all’utilizzo dei cruise control, che fissano la velocità di crociera, avremmo un flusso costante che fa risparmiare tempo ed aumentare la sicurezza” oppure coloro che hanno paventato il rischio di una “strage” sulle autostrade? Probabilmente hanno torto sia i sostenitori che i detrattori del nuovo limite di velocità.

Su questo punto l’opinione pubblica si è divisa: da una parte chi sostiene che "alzando il limite e grazie all’utilizzo dei cruise control, che fissano la velocità di crociera, avremmo un flusso costante che fa risparmiare tempo ed aumentare la sicurezza", dall’altra "coloro che hanno paventato il rischio di una ‘strage’ sulle autostrade".

Per l’Istituto Bruno Leoni, "probabilmente hanno torto sia i sostenitori che i detrattori del nuovo limite di velocità. È verosimile che l’incidentalità aumenti ma, nonostante ciò, la proposta è difendibile sotto il profilo dei costi e dei benefici". Infatti, i dati riportati da Francesco Ramella "sembrano evidenziare come i risparmi di tempo conseguiti grazie a un incremento della velocità media, siano più rilevanti dei costi che derivano dall’aumento della sinistrosità".

Il Focus di Francesco Ramella, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, "Chi va piano va sano?" è liberamente scaricabile qui.