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Verso le Regionali

Chi vuole Vendola in Puglia?

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Ah povero Presidente Vendola… Prima i problemi interni alla sua maggioranza in Regione e ora contro di lui si scaglia anche la magistratura. Viene da pensare che la candidatura del Presidente uscente della Regione Puglia non la voglia proprio nessuno.

La lotta politica tra il Partito Democratico con a capo Massimo D’Alema e il Presidente Vendola ha portato alla candidatura del deputato pugliese, Francesco Boccia.

Vendola e Boccia si scontreranno domenica 24 gennaio nelle primarie per decidere chi tra i due sarà il candidato alla Regione Puglia.

Nella tarda serata di lunedì è giunta la notizia di un possibile coinvolgimento di Vendola in una storia di nomine di primari nelle asl pugliesi. Vendola, a quanto emergerebbe dalle indiscrezioni, avrebbe “segnalato” a chi di dovere la nomina del Dott. Logroscino a primario di un reparto dell’Ospedale Miulli, in provincia di Bari. Il reato contestato a Vendola e ad altre undici persone tra cui l’assessore regionale ai trasporti Loizzo sarebbe quello di concussione.

Fatto sta che le carte di questa indagine segretissima escono (come già accaduto varie volte) dagli uffici della Procura di Bari e giungono sulle scrivanie dei direttori delle testate giornalistiche principali.

Il Procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, parla di “strumentalizzazioni delle indagini per finalità diverse da quelle processuali” ed avanza più di un sospetto sulla possibilità che la fuga di notizie sarebbe volutamente operata da “componenti del gruppo investigativo”. Laudati ha escluso che vi siano nel registro degli indagati “iscrizioni suscettibili di comunicazione” del Presidente Vendola ma, di fatto, non ha smentito le indagini su Vendola.

Il Presidente della Regione dimostra tranquillità nel dichiarare che si deve “credere fortemente e intimamente nella giustizia” e ancora che non ci si deve “sentire minacciati dall'esercizio del controllo di legalità”, ma resta il fatto che questa settimana sarà davvero decisiva per il suo futuro.

Intanto, D’Alema sarà per tutta la settimana in giro per la Puglia a far la guerra proprio a Vendola e per convincere i militanti e la gente comune di sinistra a votare per Francesco Boccia, che già cinque anni fa ha perso la scommessa delle primarie proprio contro lo stesso Vendola. D’Alema chiede agli elettori di appoggiare Boccia per ampliare la coalizione e per dare spazio ad un “giovane” che intorno a sé ha creato “un’alleanza vincente” che coinvolge anche UDC ed IdV.

Insieme a D’Alema tutto il Partito Democratico pugliese appoggerà per le primarie Boccia, che, però, molti considerano essere un candidato arrivato dall’alto, figlio delle dinamiche politiche romane e non del territorio.

Vendola punterà tutto sul suo attaccamento alla terra pugliese, sul suo continuo contatto con la gente comune e sulle sue capacità di grande oratore. Boccia, fine economista, tenterà la strada delle proposte concrete di aiuto alle famiglie ed ai giovani pugliesi, scossi dalla grande crisi mondiale.

In merito alla possibile iscrizione di Vendola nel registro degli indagati, da più parti si chiedono garanzie contro una magistratura ad orologeria. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, ha dichiarato: “E' un film già visto in Campania con lo stillicidio mediatico-giudiziario nei confronti di Nicola Cosentino e l'uso dei pentiti a orologeria. Anche altrove, come in Lombardia  non sono mancati tentativi di condizionamento di un momento così importante per la vita democratica come quello che precede la scelta di un candidato e l'avvio di una campagna elettorale. Vendola - ha concluso Quagliariello - merita lo stesso garantismo che a differenza di lui abbiamo richiesto in passato per i suoi avversari così come per i suoi alleati. Oggi quelle garanzie le pretendiamo anche per lui”.

 

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1 COMMENT

  1. Cosentino-Vendola un paragone improponibile
    Vendola ha pestato i piedi a coloro che vivono a sbafo dei contribuenti tra i quali il gruppo Caltagirone (amici del PD e parenti di Casini) che mirano a papparsi l’acquedotto pugliese e gli Angelucci – proprietario di Libero (giornale dal quale arriva parte del fango verso Vendola) e Riformista (area PD) – che ovviamente non sono indifferenti al bottino della sanità pubblica regionale.
    Ovviamente Vendola facendo l’interesse pubblico è diventato il nemico numero uno della cupola PDL-UDC-PD che gestisce i soldi dei contribuenti a favore dei soliti quattro amici privati.
    Cosentino è tutt’altra storia è uno che di quella cupola fa parte.

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