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Le regole del gioco

Chiamata (a tutti) per le riforme: dopo tre anni di sfascio, usiamone due per mettere ordine

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Non so che Governo nascerà nelle prossime ore. Se sarà una riedizione del vecchio, saremo lealmente all’opposizione. Sennò, vedremo.

Ma c’è una cosa che deve vederci tutti impegnati in Parlamento. Le riforme che servono al Paese. Non possiamo perdere due anni cruciali per l’Italia: quando finirà il Covid, dovremo ripartire e ripartire forte. Le regole contano. E le regole non sono né della maggioranza né dell’opposizione, sono di tutti. Quelle che abbiamo oggi non funzionano: tre Governi tutti diversi in tre anni, e meno male che abbiamo il maggioritario come legge elettorale! Un Parlamento assente nella pandemia e scollegato dal Paese, livelli di governo con competenze confuse e un continuo scaricabarile.

E allora la mia proposta è questa: parallelamente al Governo si costituisca in Parlamento una commissione bicamerale per le riforme, che usi questi due anni per cambiare l’Italia e fare in modo di rendere più efficaci le istituzioni.

E vi dico anche da dove partirei: abbiamo spesso criticato la Germania, ma l’assetto istituzionale di quel Paese è certamente più efficiente del nostro. Allora, una legge elettorale proporzionale con sbarramento, un Senato delle Regioni e delle Città metropolitane (e per rendere più competitive le nostre grandi città vorrei per i sindaci gli stessi poteri che hanno quelli delle Città-Stato tedesche, come Amburgo), cancellierato con sfiducia costruttiva votata dal Parlamento a Camere riunite insieme.

Ad una stagione di riforme comuni nessun partito può sottrarsi, quale che sia il prossimo Governo. Dopo tre anni di caos, usiamo i prossimi due per mettere ordine.

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