Chiodi spedisce al mittente le accuse del ‘pluri-dimissionario’ Cialente
23 Marzo 2011
Il punto resta sempre e solo uno: i Piani di ricostruzione e il ritardo con cui si sta provvedendo al loro avvio, soprattutto nel centro storico dell’Aquila. Quanto basta per rispedire al mittente le accuse che nuovamente in questi giorni il sindaco dell’Aquila ha mosso contro il governo regionale. Ma il presidente e Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, non arretra di un passo. Anzi, alla vigilia della visita all’Aquila del sottosegretario Gianni Letta, prevista per domani, ribadisce la sua posizione, nella convinzione che anche a Roma si sia ormai svelato il “gioco” di Cialente. Il cerchio, dunque, intorno al sindaco dell’Aquila, sembra stringersi ogni giorno di più, insieme ai dubbi sul suo operato sul fronte della ricostruzione.
Chiamato nuovamente in causa, la prende alla lontana Chiodi, chiedendosi se, sull’onda dei festeggiamenti per i 150esimo dell’Unità d’Italia, il sindaco dell’Aquila abbia ritenuto di festeggiare barricandosi a palazzo Margherita, in segno di protesta per una ricostruzione della città ancora ferma. “Chissà – ironizza infatti Chiodi – se Cialente ha avuto modo di riflettere, nel silenzio delle stanze municipali, e fare un pò di autocritica su chi è effettivamente responsabile della situazione. Molti sindaci del cratere, utilizzando la corposa ed esaustiva normativa, hanno avviato con profitto la predisposizione dei Piani, trovando nella Struttura tecnica di Missione un prezioso interlocutore, e sottoscrivendo convenzioni con diverse Università italiane per le proposte operative da presentare entro pochi mesi. Tra i comuni che si sono attivati – fa notare il Commissario – non c’è però quello dell’Aquila che pure avrebbe dovuto dimostrare maggiore solerzia ed attivismo, facendo da pungolo alle municipalità minori. E stiamo parlando del centro storico della città capoluogo alla quale la struttura commissariale ha destinato risorse e sostegni normativi più che sufficienti”.
Pur condividendo i timori espressi dal primo cittadino dell’Aquila, circa l’opportunità di evitare di mettere le mani sulla città (“è stata sempre anche una nostra preoccupazione”) Chiodi giudica pretestuoso e strumentale anche l’allarme lanciato da Cialente su un presunto ritorno delle lobby affaristiche nei lavori post-sisma. “La mani sulla città – è la replica di Chiodi – possono esserci indipendentemente dal fatto che l’aiuto economico sia sotto forma di contributo o di indennizzo. La richiesta di modifica da contributo a indennizzo è nata nella mia stanza, portata avanti con l’allora vice Commissario, ed è stata approvata con intesa generale in sede parlamentare”. Per Chiodi, dunque, per assicurare una ricostruzione trasparente e il più possibile rispettosa delle regole è necessario piuttosto “attivarsi tutti i giorni, concretamente, magari rinunciando ad inutili polemiche”. E di concreto il governo regionale ha fatto, eccome. Ci tiene a sottolinearlo il governatore, che ricorda come sono stati immediatamente prodotti “tutti gli atti necessari a garantire la piena correttezza nei processi amministrativi e in quelli di ricostruzione, nell’ambito di rapporti che, con l’indennizzo, si sarebbero svolti tra privati”.
Nero su bianco, ecco l’elenco dei due più importanti: il primo, le “linee guida” sulla tracciabilità finanziaria, che estende ai privati gli obblighi di certificazione sull’uso dei finanziamenti concessi per la ricostruzione; il secondo, “il contratto tipo” che regola i rapporti tra privato e impresa, con la validazione del progetto da parte dell’impresa stessa ed il divieto di varianti in corso d’opera che prevedano aumenti di spesa. E non è tutto, perché nonostante sia stato sollecitata, attraverso una lettera aperta, la formulazione di osservazioni e la richiesta di eventuali modifiche, “dopo dieci giorni – sottolinea Chiodi –non è giunto alcunché”. Rifiutando il gioco delle accuse e controaccuse, dunque, la Regione guarda avanti, a un processo di ricostruzione che, nonostante tutto procede, “con il massimo impegno e la massima attenzione”. E a zittire il sindaco dell’Aquila non è stato solo il presidente Chiodi, perché nelle sue bordate Cialente ne ha avute un po’ per tutti. Così anche il Sottosegretario alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, suo malgrado si è visto "costretto a rispondere ancora una volta ad affermazioni inutilmente polemiche”. Il punto, stavolta, è il presunto mancato utilizzo della quota del Fondo per le politiche della famiglia destinata alla ricostruzione post-terremoto. Cialente, infatti, ha lanciato sospetti sul bando recentemente emanato dal Commissario straordinario: 12 milioni che il decreto legge n. 39 del 2009 aveva destinato a servizi per l’infanzia, per gli anziani e per nuclei monogenitoriali.
Giovanardi ricorda ancora una volta che "quei fondi furono subito messi a disposizione del comune dell’Aquila, e che soltanto nell’ottobre 2010, dopo molte sollecitazioni e visite di Giovanardi stesso, è stata possibile la sottoscrizione di un atto d’intesa, con il Comune e con il Commissario straordinario, che ha destinato 3,1 milioni alla ristrutturazione dell’edificio ex Onpi, a L’Aquila, per l’ampliamento di una residenza per anziani, l’attivazione di spazi comuni e di una sezione destinata a malati di Alzheimer. Nessun altro progetto nel frattempo presentato ha le medesime caratteristiche di fattibilità: neanche il piano sociale che il Comune dell’Aquila ha presentato soltanto all’inizio del 2011, che si limita a formulare una lista di interventi, di iniziativa pubblica e privata, non tutti coerenti con le finalità previste dalla norma in questione, e privi, allo stato, di indicazioni su numero e qualità dei beneficiari, caratteristiche e tempi di realizzazione”.
Il Commissario Chiodi, ha pertanto emanato un bando, di intesa con il sottosegretario Giovanardi, per sollecitare ulteriormente i comuni dell’area colpita dal terremoto a presentare progetti. “Il bando – afferma Giovanardi – risponde anche a preoccupazioni locali sulle modalità di scelta dei progetti da finanziare: in tal senso il bando assicura pubblicità e trasparenza al procedimento, contrariamente a quanto ipotizzato dal sindaco Cialente. Sono definiti termini per la presentazione dei progetti e criteri per la loro valutazione, che sarà affidata a una commissione composta da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Commissario delegato. A tale valutazione e al finanziamento – conclude Giovanardi – ben potranno concorrere progetti presentati dal comune dell’Aquila, che dimostrino di avere le caratteristiche di utilità e fattibilità che sono state riconosciute al progetto per la ristrutturazione della residenza per anziani ex Onpi”.
