Chirac sceglie Sarkozy e prepara il suo futuro

_1Nel discorso televisivo di domenica 11 marzo, seguito da ben 22 milioni di Francesi, Jacques Chirac aveva annunciato che, a tempo debito, avrebbe espresso la propria scelta personale in merito ai candidati per l’elezione presidenziale. In quell’occasione, optò per un discorso “presidenziale”, ossia al di sopra delle parti. Dopo dieci giorni, il Presidente francese ha colto l’occasione delle dimissioni di Sarkozy da Ministro degli Interni, fortemente volute da Chirac stesso, per annunciare “il suo voto e il suo sostegno” a “Sarko”.

La motivazione addotta nella breve dichiarazione del 21 marzo è semplice: l’UMP, il partito creato da Chirac per “permettere alla Francia di condurre una politica rigorosa di modernizzazione”, ha scelto di sostenere la candidatura di Sarkozy e Chirac segue le consegne del partito. L’ex-“giovane lupo” gollista, che ha fatto e disfatto i partiti eredi del gollismo, ha deciso di non sconfessare la sua ultima creatura e di non lacerare la famiglia dell’UMP.

L’appoggio di Chirac a Sarkozy era piuttosto prevedibile se si considera che i suoi fedeli più in vista, Alain Juppé, Michèle Alliot-Marie e lo stesso delfino Dominique de Villepin si sono, uno dopo l’altro, accodati al candidato dell’UMP. Tuttavia, esso giunge in un momento importante per quest’ultimo, insidiato nei sondaggi da François Bayrou: il candidato centrista sta, infatti, da tempo corteggiando gli chiracchiani ed elogiando l’opera del Presidente della Repubblica (non senza alcuni risultati: Patrick Sébastien et Vincent Lindon sostengono infatti Bayrou). Il sostegno di Chirac a Sarkozy non è certo una scelta del cuore, proprio come Mitterrand appoggiò malvolentieri Lionel Jospin nel 1995. I due sono rivali da quando il più giovane si schierò con Balladur contro Chirac durante la campagna presidenziale del 1995. D’altronde, il Presidente non risparmia critiche indirette al candidato dell’UMP nei suoi due libri dati alle stampe in questi giorni, Mon combat pour la France e Mon combat pour la paix (La mia battaglia per la Francia e La mia battaglia per la pace): mette in guardia i Francesi contro il comunitarismo, il liberismo e lo smantellamento del sistema sociale francese, la “discriminazione positiva”, idee che fino a poco tempo fa Sarkozy aveva sostenuto. Allo stesso tempo, nel volume sulla politica estera il Presidente insiste sui temi più cari al suo quinquennato: il multilateralismo, la lotta contro la povertà e lo scontro di civiltà, la forza del diritto internazionale, l’ecologia. Chirac, che non sembra avere l’intenzione di fare il pensionato, si prepara un futuro, che sarà probabilmente in qualche carica a livello internazionale.

 

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