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Massima priorità: le elezioni in Lettonia del 17

Ci manca solo che i segreti della NATO finiscano in mano ai russi

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I segreti della NATO stanno per finire nelle mani dei russi? E’ quello che in questi giorni si chiedono , con grande preoccupazione, dalle parti di Bruxelles. E non stiamo parlando di qualche straordinario successo dello spionaggio ma, molto più semplicemente, delle elezioni per il parlamento della Lettonia, che si terranno il 17 settembre. Per motivi di diplomazia le bocche restano cucite con la stampa, ma il nervosismo è palpabile. Quel giorno potrebbe segnare il massimo storico del consenso per il partito della minoranza linguistica russa e il suo ingresso nel governo. Questo partito, il “Centro dell’armonia”, ha ottenute alle elezioni del 2010 il 26% e pare destinato a incrementare ancora le sue percentuali di voto.

Non si tratta dell’unico partito nell’Unione Europea sostenuto da Mosca. In Estonia viene finanziato il moderato “Partito di centro”, mentre in Ungheria e Bulgaria i partiti di estrema destra “Jobbik” e “Ataka”. Ma nel caso del “Centro dell’armonia” il rapporto è di totale dipendenza e fedeltà al Cremlino, nemmeno celata, visto che il partito si rivolge palesemente alla folta minoranza di lingua russa.

L’apparentemente inarrestabile crescita deriva dalla particolare storia della rinata Lettonia indipendente. Quando nel 1991 il paese si staccò dalla moribonda Unione Sovietica la cittadinanza , e quindi il diritto di voto, furono concessi solo ai residenti fin dal 1940 (anno di annessione all’U.R.S.S.)  e ai loro discendenti. In pratica bastava avere anche un solo nonno su 4 residente nel paese nel 1940 per diventare cittadino del neonato stato. Praticamente tutti i lettoni etnici rientravano in questa categoria ,mentre i residenti di etnia o lingua russa si spaccarono tra cittadini e apolidi (erano cittadini di uno stato che non esisteva più, l’Unione Sovietica).

Essendo state al contempo introdotte norme che permettevano la naturalizzazione, con gli anni si è verificato un curioso fenomeno. Mentre gli abitanti di etnia lettone aumentavano lentamente la loro percentuale sul totale della popolazione residente, quelli di etnia o lingua russa incrementavano, ad ogni elezione, la loro percentuale sul totale dell’elettorato. Questo perché il ritmo delle naturalizzazioni è sempre stato più veloce del lento decremento del gruppo linguistico russo. Già alle elezioni del 2010 c’era qualche timore, e in effetti il parlamento risultò spaccato in tre tronconi.  

Il primo era formato dai partiti non legati agli “oligarchi” (41 seggi), il secondo dai partiti degli oligarchi stessi ( 30 seggi) e il terzo dal partito dei russofoni ( 29 seggi). Fu trovato un accordo di governo tra il partito di maggioranza relativa, “Unità”, e quello più forte degli oligarchi, “Verdi e contadini”  , e si pensava che per una legislatura si fosse a posto. Ma poi qualcosa è andato storto. Nel parlamento si è formata in qualche caso una “maggioranza anomala”, a difesa di personaggi poco raccomandabili , posti sotto indagine dai tribunali. I partiti degli oligarchi e il “Centro dell’armonia” votavano compatti in loro difesa,salvandoli ogni volta. Fino a quando il presidente della repubblica, Valdis Zatlers,  non ha annunciato il suo disgusto e, avvalendosi delle sue prerogative, ha indetto   un referendum sullo scioglimento anticipato del parlamento (passato poi con maggioranza plebiscitaria).

Poco dopo Zatlers ha, non a caso, perso il posto di presidente , quando il solito blocco, formato da oligarchi e russofoni, ha eletto un deputato amico alla guida del paese. Zatlers non si è dato per vinto e ha creato un suo partito (accreditato dai sondaggi della possibile maggioranza relativa) e si è pubblicamente impegnato, in caso di vittoria, a governare con tutti ,salvo che con i partiti legati agli oligarchi. Di conseguenza, oltre che puntare a incrementare ancora i propri voti e seggi, il “Centro dell’armonia” si pone in una posizione privilegiata come possibile alleato di governo. Se i partiti sostenuti dall’elettorato di etnia lettone, e non legati agli oligarchi, non raggiungeranno neanche stavolta ,come è possibilissimo, la maggioranza parlamentare, si dovranno rivolgere ora al partito del cremlino per formare una maggioranza.

Se non se la sentissero, potrebbero essere gli oligarchi a porsi come alleati del partito guidato da Janis Urbanovics. Altrimenti il paese resterebbe praticamente paralizzato e si dovrebbe pensare a organizzare la terza elezione nel giro di un anno. Una situazione complessa che non fa dormire sonni tranquilli in certi ambienti,perché chi governa un paese membro della NATO e dell’Unione Europea ha accesso a documenti che definire “top secret” è dire poco…
 

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1 COMMENT

  1. Quanti vantaggi per l’Occidente
    Certo – almeno per me – un articolo non banale, sicuro motivo di riflessione da punti di vista nuovissimi “… controllo, lungo il mediterraneo, dei paesi musulmani da parte delle potenze europee… allineamento di Paesi musulmani entro l’asse politico occidentale… allineamento di quell’area nell’orbita occidentale… integrazione dell’Islam nel sistema spaziale europeo, nell’allineamento… ecc.”. Evidentemente T.Gazzolo guarda lontano e vede un sacco di cose e ben allineate. Mi chiedo se anche il mondo musulmano è conscio di esser sotto controllo, onde fungere da interdizione-chiave, barriera, katéchon anzi, occidentalizzatore dell’Oriente. Disallineato Gheddafi si comincia ad allineare il resto? Bisogna dire di più.

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