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Cicchitto (Fi): nel PD contraddizioni irrisolte

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Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, commenta così il partito democratico: una "formazione che appare un coacervo di contraddizioni irrisolte" al quale il centrodestra dovrà fare una "dura opposizione".
"Paradossalmente - continua - i due partiti che costituiscono larga parte della compagine di governo non si sono misurati proprio con il loro punto piú debole del centro-sinistra che è costituito dall'impopolarità del governo Prodi. Prodi, peró, serve transitoriamente ai gruppi dirigenti dei DS e della Margherita come tappo e come prestanome per una leadership che non c'è. Anzi la partita senza esclusione di colpi sulla leadership che si è aperta fra i due partiti in via di fusione e all'interno di ognuno di essi dimostra l'esistenza di serissimi problemi politici e di organigramma sia all'interno dei DS, sia all'interno della Margherita e fra i DS e la Margherita in quanto tali. Per di piú  - spiega Bondi - il fatto che sia rimasto in piedi il nodo dell'affiliazione internazionale, che è il problema dei problemi sul terreno della caratterizzazione di una formazione politica, dimostra che tuttora non esiste una reale sintesi politico-culturale. Inoltre si incrociano due sofferenze di diverso segno. I Ds  - aggiunge - hanno dovuto fare un autentico spogliarello ideologico-politico per cui dall'89 ad oggi prima hanno dovuto prendere atto della fine del comunismo e adesso hanno messo in soffitta anche la socialdemocrazia diventando democratici, un'espressione che puó voler dire tutto e niente, ma che non puó voler dire quello che ha sostenuto Fassino nella sua replica, e cioè che al di fuori del recinto del centrosinistra non ci sono democratici. Una parte dei DS allo stato dà una risposta a questo vuoto ideale scoprendo il laicismo anticlericale proprio nel momento nel quale fanno un partito con i popolari. A sua volta il cosiddetto moderatismo della Margherita è sottoposto ad una duplice sofferenza: quella di andare ad un patto con l'apparato di un partito di sinistra e quella di un'esperienza dominata dal peso della sinistra radicale sul governo. In questo quadro fra Partito Democratico e sinistra radicale dovrà esserci quanto prima una resa dei conti sul terreno della politica del governo.
Forse è a questa verifica che pensa Marini. In questo quadro - conclude - il centro-destra innanzitutto deve fare una battaglia di opposizione senza sconti di alcun tipo. In secondo luogo deve ragionare sull'ipotesi della federazione, nel contempo puntando a ricomporre un positivo rapporto politico tra Forza italia, AN, UDC e Lega".

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