Cina: oltre 15mila morti provocate dal sisma

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Cina: oltre 15mila morti provocate dal sisma

Cina: oltre 15mila morti provocate dal sisma

14 Maggio 2008

Sale il conto delle vittime che ha colpito lunedì la Cina
sud occidentale, il più violento degli ultimi trent’anni nel
paese.

Ufficialmente il sisma ha fatto più di 15mila morti e almeno 40mila
dispersi, che i 100mila soldati dell’esercito cinese tentano di
ritrovare tra le macerie.

L’ultimo bilancio, emesso alle 14 ora locale (le 8 in Italia),
parla di 14.866 morti, di cui 14.463 nella sola provincia del
Sichuan, devastata dalla scossa di magnitudo 7,9 avvertita due
giorni fa. Ma queste cifre sono ancora del tutto provvisorie e
non tengono conto dei bilanci a livello locale, come a Yingxiu
dove finora sono stati recensiti 7.700 decessi.

Circa 40mila persone sono sepolte o disperse in Sichuan, ha
annunciato il vice-governatore Li Chengyun. E le notizie di morti
e dispersi continuano ad aumentare man mano che i soccorritori
raggiungono le zone colpite, rese disagevoli dalle strade
impraticabili e dalle pessime condizioni atmosferiche. Forti
piogge e venti si sono infatti abbattuti nella provincia
sconvolta dal terremoto. Per questo la consegna di viveri e
medicinali procede a rilento e l’Armata Popolare di Liberazione
(Apl), in prima linea sul fronte dei soccorsi, non è riuscita a
raggiungere Wenchuan con elicotteri carichi di beni di prima
necessità. Ha proceduto alla consegna aerea tramite paracaduti.

Secondo l’esercito, citato dai media ufficiali, diverse città
che si trovano vicino a Wenchuan, epicentro del sisma, sono state
completamente “rase al suolo”. A Yingxiu si levano grida di
dolore dalle macerie di una scuola totalmente distrutta. Gli
abitanti del posto cercano di liberare i sopravvissuti levando i
detriti a mani nude.

Una bambina di tre anni è stata ritrovata viva dopo aver
trascorso 40 ore sotto i corpi dei genitori sommersi dai detriti.
Una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza è stata portata
in salvo dopo essere rimasta per più di due giorni intrappolata
tra le macerie. Secondo i responsabili delle operazioni di
soccorso nella provincia del Sichuan, la 34enne Zhang Xiaoyan è
rimasta sepolta sotto i detriti per 50 ore.

Il premier cinese Wen Jiabao, che fin da lunedì si è recato in
Sichuan subito dopo il terremoto, supervisiona le operazioni
dalla città di Dujiangyan e non nasconde la sua impazienza per i
soccorsi che procedono a rilento. Questa mattina Wen si è recato
nella città di Beichuan, pure duramente colpita dal sisma, e
durante la visita si è fermato in silenzio davanti alle macerie
di due scuole, crollate quando all’interno si trovavano 2mila
studenti. Il premier ha annunciato ai sopravvissuti che ormai
sono 100mila i soldati e i poliziotti che partecipano alle
ricerche e ai soccorsi, il doppio degli uomini mobilitati
inizialmente.

Una squadra di 1.300 medici e infermieri dell’esercito,
accompagnati dai soldati, oggi pomeriggio sono riusciti a
raggiungere a piedi il distretto di Wenchuan. L’Apl ha annunciato
l’invio di altre 50 squadre mediche per un totale di 1.500 uomini
provenienti dagli ospedali militari di Pechino, Shanghai e Xi’an.
Questo sisma è il più grave avvenuto in Cina dopo il terremoto
del 1976 a Tangshan, vicino a Pechino, che fece 242mila morti
secondo un bilancio ufficiale.