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Un altro 25 Aprile

Cittadini italiani, prima che fascisti o anti-fascisti

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Roma, 18 giugno 1945

Carissimo Parri,

mi giunge ora una notizia che mi suona incredibile; che si sia affacciata l’idea di escludere dalla nuova formazione governativa coloro che furono iscritti comunque al partito fascista.

Ma questo significa ignorare che tutti gl’italiani per esercitare professioni, erano costretti a iscriversi e che ben pochi poterono, rinunziando alle professioni, rifiutare l’iscrizione, la quale prese perciò carattere affatto formale e insignificante. Tanto vero che molti dei più operosi e benemeriti oppositori ed eversori del fascismo erano iscritti, e finirono col soffrire persecuzioni, carcere e peggio. Non dico nomi, ma mi si affollano alle labbra, di uomini anche del suo e di altri partiti estremi, che hanno onorato i recenti governi di coalizione.

Io annovero tra i miei migliori amici e collaboratori, durante e dopo il fascismo, di codesti iscritti per formalità. E, francamente, se un provvedimento come quello proposto, che segnerebbe nuove arbitrarie distinzioni tra i cittadini italiani, dovesse adottarsi, io non solo uscirei dalla vita pubblica, ma nell’atto stesso farei la mia postuma e ideale iscrizione al fascismo, per correre la sorte stessa di uomini che stimo e amo.

Ma chi è che perde il tempo a escogitare e suggerire simili, non dico neppure cattiverie, ma stupidità?

Le stringo la mano

Suo

B. Croce

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