Clandestinità. Per La Russa deve essere reato

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Clandestinità. Per La Russa deve essere reato

17 Giugno 2008

E’ di ieri l’ultima tragedia del mare: 140 clandestini dispersi nelle coste siciliane. Per il ministro Igniazio La Russa, ai microfoni del programma "Viva Voce" su Radio 24, queste disgrazie "devono farci riflettere molto sulla sorte di questi poveri emigranti che disperatamente vedono nell’Italia una terra da raggiungere a tutti costi". Per La Russa è quindi necessario "trovare intese con i Paesi rivieraschi".
"La Libia – continua La Russa – non è in grado o non vuole, ma io dico non è in grado, di chiudere le sue frontiere", circostanza che "agevola le partenze verso le coste europee".

Il reato di immigrazione clandestina, previsto nel ddl che compone il pacchetto sicurezza "non è la panacea" ma "ha il vantaggio di far conoscere a tutto il mondo il "tam tam" che dice che in Italia sono cambiate le cose". Per il ministro questa misura avrà effetto "più come effetto-annuncio che come effettivo deterrente".

"Se vogliamo garantire migliori condizioni di sicurezza ai cittadini e la giusta accoglienza agli immigrati rispettosi delle nostre regole e tradizioni – ha aggiunto – è inevitabile essere severi nei confronti di chi entra clandestinamente, spesso per delinquere".