CNB, contro la sostituzione dei vicepresidenti Marini ricorre al Tar

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CNB, contro la sostituzione dei vicepresidenti Marini ricorre al Tar

15 Novembre 2007

“Ho dato mandato al mio legale di ricorrere al Tar”. Luca Marini, presidente del Centro di studi
biogiuridici ECSEL e docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, risponde attraverso le vie legali alla sostituzione ai vertici del CNB che lo ha visto coinvolto.

“Ho fatto esaminare i contenuti del decreto che ha disposto la nomina di tre nuovi vice
presidenti del CNB, avvicendando il
sottoscritto e le colleghe Cinzia Caporale ed Elena Cattaneo. Sono giunto al
convincimento che il decreto sia censurabile e ho quindi dato mandato al mio
legale di presentare ricorso al TAR del Lazio per il suo annullamento  previa
sospensione, salvo il risarcimento del danno. Il ricorso è già stato presentato”. 

“A mio parere”, continua
Marini, “il decreto presenta evidenti motivi di censura. In primo luogo, esso non ha assolto all’indispensabile
onere motivazionale in ordine alle ragioni poste a base dell’avvicendamento. In
secondo luogo, è stato calpestato il principio che impone alla pubblica
amministrazione di informare preventivamente gli interessati dei procedimenti
avviati nei loro confronti. Infatti”, sottolinea Marini.

“Ho appreso
l’esistenza del decreto solo da notizie di stampa ed ho potuto prenderne
visione non a mezzo di notifica formale, ma soltanto, ed indirettamente, su mia
sollecitazione. Già nelle scorse settimane avevo chiesto due volte, prima
all’On. Letta e poi al prof. Casavola, la notifica del provvedimento: nel primo
caso non ho avuto risposta, nel secondo caso mi è stato inviato un fax”.

“In
terzo luogo”, prosegue Marini, “ho motivo di ritenere che l’avvicendamento mio
e delle mie colleghe sia stato disposto per fini estranei alle proclamate
esigenze di funzionalità del CNB”. “In ogni caso”, rileva Marini, “il contenuto
del decreto smentisce comunque le interpretazioni soggettive e talvolta
maliziose fornite alla stampa nei giorni scorsi da alcuni esponenti del CNB e
da rappresentanti del Governo”.

“Ritengo doveroso”, conclude Marini, “battermi
per la dignità e il decoro della mia persona e per la tutela del mio operato e
della mia professionalità, nonché per il ripristino dei principi di legalità e
di certezza del diritto a fronte della sciatteria istituzionale e
dell’arroganza con cui è stata gestita l’intera vicenda”.