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Col PdL il Cav. dà l’avvio ad una nuova stagione della politica italiana

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La crisi politica sfociata nella fine irreversibile del Governo Prodi sembrava aver prodotto l’esito, studiato, oramai da mesi, a tavolino dai nanetti. A nessuno sfugge che lo scioglimento delle Camere gridato a gran voce da quasi tutte le micro formazioni politiche aveva ben altro intento rispetto alle convincenti motivazioni dei partiti del centro destra di chiedere che il nuovo governo venisse legittimato pienamente dal voto popolare. Questa mossa astuta di voler ad ogni costo anticipare la fine della legislatura non aveva a cuore il “bene del Paese” ma solo il chiaro obiettivo di evitare il referendum sulla legge elettorale e tornare immediatamente a votare con una legge che consentisse ai partiti personali di approdare in Parlamento, dopo aver raccolto percentuali da prefisso telefonico. Ma come si sa spesso il diavolo fa solo le pentole…

E l’ingnegnosa  strategia dei partitini comincia subito a vacillare con la dichiarazione di Veltroni di voler correre da solo. Così i nanetti si avvicinano pericolosamente al centro destra sperando, ancora una volta, di poter determinare il destino della prossima legislatura, magari con ricatti e rivendicazioni per tener in mano il futuro esecutivo. La mossa geniale di Berlusconi e Fini di creare un partito nuovo, abbandonando i vecchi simboli e lasciando alle spalle le tradizionali formazioni della Cdl, ha mutato completamente il quadro.

La svolta maggioritaria e bipartitica, che il Partito del Popolo delle libertà oggi imprime al sistema politico, traduce il desiderio dell’elettorato moderato, pronto da tempo al “grande passo” e dà un segnale di rinnovamento forte alla politica italiana. Anche la scelta di porre una netta alternativa all’Udc di Casini è un atto di coraggio, che segna la misura di una vera leadership. Forse ha ragione chi convintamene ha sostenuto come sia più importante cambiare la cultura politica, la mentalità di un paese, che le sue formule elettorali. La classe dirigente del centro destra, non per necessità propagandistico-elettorali ma per senso di responsabilità, ha saputo interpretare il messaggio lanciato a gran voce dai referendari. A questo punto, poco importa se a traghettare l’Italia verso una nuova ed insperata stagione politica sia proprio, ironia della sorte, il bistrattato porcellum!

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