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Coldiretti: a rischio la sicurezza alimentare

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“Di fronte alle emergenze sanitarie che si ripetono la scandalosa proposta di depenalizzare il reato di vendita di cibi adulterati conferma il nostro allarme sul tentativo di mettere le mani sulla qualità alimentare italiana, a danno delle imprese agricole e dei consumatori”.

È quanto ha affermato Sergio Marini, presidente della Coldiretti, nel commentando la bozza del nuovo codice della sicurezza alimentare. Si vede infatti sparire l'azione penale nei confronti di chi commercializza alimenti dannosi per la salute. E intanto si punisce chi diffonde informazioni che potrebbero creare panico o allarmismo tra i consumatori.

Secondo Marini questo sarebbe una vera e propria censura all’informazione che ha permesso in questi ultimi anni di scoprire gravissimi scandali alimentari. Tra i tanti si ricordi in particolare: il maiale alla diossina in Belgio; il vino al metanolo; il riso statunitense contaminato da Ogm; le confezioni di latte per neonati contaminate da inchiostro ITX; il benzene nelle bevande gassate in Inghilterra e il miele cinese agli antibiotici.

“La proposta prevede - spiega Coldiretti - che chi commetterà questi reati non andrà più in carcere se non saranno provocate gravi intossicazioni o casi di morte, in aperta contraddizione con il bisogno di garantire la sicurezza alimentare dei cittadini. Si tratta di una situazione che rafforza il nostro impegno a tutela della qualità del Made in Italy alimentare, esploso con la grande manifestazione di 150 mila agricoltori dell'11 luglio a Bologna, che continuerà nei prossimi giorni per fermare una deriva pericolosa che mette a rischio il futuro delle imprese agricole e dei consumatori. L'Italia - prosegue Marini - è l'unico Paese in Europa che non ha ancora istituito l'Autorità alimentare nazionale per la sicurezza alimentare limitando la discussione all'individuazione della sede. Il rischio è che i primati qualitativi conquistati dalla produzione agricola vengano vanificati da norme e provvedimenti che si pongono in aperta contrasto con l'obiettivo di investire sulla qualità e sicurezza alimentare invertendo una tendenza che negli ultimi anni ha portato l'Italia all'avanguardia in Europa”, conclude il presidente della Coldiretti.

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