Colombia; arrestato ‘Capitano Nemo’ boss narco-sommergibilista

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Colombia; arrestato ‘Capitano Nemo’ boss narco-sommergibilista

14 Dicembre 2008

Mesi fa, un piccolo sommergibile artiginale venne fermato dalla guardia costiera al largo delle coste messicane. All’interno del mezzo, la polizia trovò un grosso quantitativo di droga e un equipaggio di disorientati pescatori, che raccontarono di essere stati costretti dai narcos colombiani a tentare la traversata sottomarina per portare la ‘roba’ (più che altro cocaina, polvere bianca) negli States. Oggi il Los Angeles Times rivela che il piccolo sottomarino era soltanto uno dei tanti mezzi di una flotta più vasta e che un’operazione congiunta di agenti Usa, colombiani e della Gran Bretagna ha portato all’arresto, un mese fa, di Enrique Portocarrero, ideatore del sistema e incontrastato boss del narco-traffico sottomarino.

Portocarrero – ma per gli agenti della narcotici lui è semplicemente il ‘capitano Nemo’ della cocaina – è stato fermato dopo mesi di appostamenti nella città di Tumaco, in Colombia, una specie di porto franco in mano alle bande dei narcos e alla criminalità organizzata. Un giorno dopo, nascosta in un acquitrino al riparo di una fitta foresta di mangrovie, è stata ritrovata parte della flottiglia dei sommergibili dei narcos, e almeno due sottomarini sono stati distrutti dalla polizia.

Ora si cerca di capire come diavolo abbia fatto il narcotrafficante ha mettere su praticamente dal nulla il suo ‘sistema’ e se ci siano ancora altri sottomarini pronti a partire e altri narco-sommergibilisti latitanti.

Secondo la polizia colombiana, Portocarrero, a modo suo è un genio. "La sua visione criminale – dice un responsabile della marina colombiana, il capitano Luis German Borrero – ha del meraviglioso. Persino i suoi sommergibili sono innovativi. Producono pochissime onde, sono quasi invisibili – la torretta non sporge che per un metro – e dispongono di un sistema di valvole che consente un’immersione rapidissima…". Sempre secondo le autorità, il sottomarini della droga costavano qualcosa come un milione di dollari l’uno. Portocarrero, continua il capitano "conosce senz’altro i ruduimenti dell’ingeneria navale ma non possiamo escludere che sia stato aiutato da tecnici esperti".