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La cultura ottocentesca

Come il Romanticismo europeo ha influenzato il Risorgimento italiano

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Il Romanticismo europeo investe tutti gli aspetti della società occidentale dalla fine del Settecento alla metà dell’Ottocento e coinvolge pluralità di scelte culturali, filosofiche e artistiche: dalla letteratura alla diffusione della stampa, passando per l’editoria e il giornalismo, per le arti figurative e la musica, ma anche il rapporto fra uomo e natura, il legame con la storia, la lingua, il popolo e la tradizione, senza dimenticare l’influenza nella soggettività umana, nell’esaltazione dell’individualità e nell’infinità spaziale.

La cultura romantica è attraversata dalla tematica del dolore, dell’inquietudine, della malinconia, dell’infelicità cosmica, del vagheggiamento della morte. Il Romanticismo però si manifesta in forme distinte in Germania, Francia,  Inghilterra e Italia, perché il contesto storico-culturale in cui esso nasce è di volta in volta diverso. Basti pensare che l’età del Romanticismo coincide con la Restaurazione e che, per esempio, in Italia questo periodo coincide con il Risorgimento.

La letteratura italiana romantico-risorgimentale ispira i moti politici per l’indipendenza dalla dominazione austriaca e contribuisce a creare nella nostra cultura un’unità spirituale. In Italia, la Restaurazione attiva atteggiamenti, reazioni e modi di intendere la letteratura che non sono gli stessi in Francia e in Inghilterra dove l’unità nazionale era già stata raggiunta; e neppure sono simili a quelli in Germania, dove il tema di un Risorgimento nazionale si presenta in termini storici profondamente diversi.

La Germania è il primo paese in Europa in cui si affaccia una “scuola” romantica. La filosofia dell’idealismo, il recupero delle tradizioni nazionali e popolari, la difesa dell’autonomia dei popoli, l’impulso alla fuga dalla realtà, il rifugio nel fantastico, il soggettivismo, la centralità dell’io sono solo alcuni dei caratteri più significativi di questa scuola. I rapprentanti più noti della filosofia dell’Idealismo sono Johann Gottlieb Fichte, Friedrich Wilhelm Schelling e Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Questa tematica si diffonde rapidamente nel sentimento romantico europeo ma rimane assente nella cultura italiana fino al tardo Ottocento.

La prefazione che William Wordsworth  aggiunge alla seconda edizione delle sua opera “Ballate liriche”(1800) è invece considerato il manifesto del Romanticismo inglese. Wordsworth è difensore   del linguaggio semplice, dei contenuti reali facili da interiorizzare e inerenti alle esperienze quotidiane degli individui. Wordsworth e Samuel T.Coleridge cercano nella natura un rapporto privilegiato, talvolta idilliaco ma anche surreale e magico. Entrambi gli autori esprimono la tendenza romantica all’evasione nel sogno. Accanto a questi autori, spicca anche una seconda generazione di poeti inglesi romantici: tra questi Byron, Shelley e Keats. Essi aggiungono al gusto romantico dell’avventura e dell’esotico il sentimento della passione, l’ansia di libertà e l’esplorazione del senso della giustizia. Il conflitto che questi artisti esprimono verso la società inglese è intenso, talmente tanto da portarli a vivere lontano dal luogo natio.

Francois-René Chateaubriand e Madame de Stael sono i primi diffusori del Romanticismo in Francia. Con la sua opera “Genio del Cristianesimo” (1802), Chateaubriand considera la religione cattolica fonte di ispirazione artistica e poetica, rivaluta il Cristianesimo contro le posizioni negative e violente degli Enciclopedisti. Egli afferma che solo il Cristianesimo può ispirare sentimenti sublimi. Nel “Genio del Cristianesimo” l’autore si schiera contro il classicismo e esalta l’arte gotica, la Bibbia e il Medioevo. Con magia di stile esprime il carattere sentimentale e sognante del Romanticismo francese. D’altro canto, Madame de Stael divulga in Europa la cultura romantica tedesca e il pensiero di Kant, Fichte e Schelling. Nel 1816 scrive l’articolo “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni” per il periodico italiano “La Biblioteca italiana”. In questo testo la Stael rileva le lacune della nostra cultura, quali il formalismo e il classicismo esasperato, invita i letterati italiani  ad abbandonare  il loro torpore intellettuale, a rinnovare le loro tematiche e il loro stile.

L’articolo della Stael rappresenta la scintilla da cui ha inizio la polemica fra classici e romantici. I romantici colgono le osservazioni e approfondiscono le loro riflessioni ed è proprio in questa fase  di polemica classico-romantica che il Romanticismo si impone in Italia.

Il movimento che si mette in moto coincide con lo spirito liberale e risorgimentale presente  nella nostra penisola in quel momento storico. Nasce un forte intreccio fra politica e cultura che      determina un nuovo concetto di patria e di nazione. Numerosi scrittori sono anti-austriaci, sostengono idee liberali e partecipano in prima persona alle lotte risorgimentali. La letteratura italiana della prima metà dell’Ottocento è protesa a diffondere ideali civili e patriottici. Il letterato esce dal chiuso delle accademie e delle corti e si inserisce in un processo formativo della coscienza nazionale unitaria. Il centro di aggregazione culturale si decentra e  passa al mercato e al gusto del lettore. Si afferma finalmente anche in Italia il romanzo divenendo il genere più diffuso e letto. L’attività editoriale assume la fisionomia dell’impresa e parallelamente all’editoria libraria si sviluppa il giornalismo.

Nel 1818 alcuni intellettuali milanesi tra cui Silvio Pellico, Ludovico di Breme, Pietro Borsieri, Giovanni Berchet ed Ermes Visconti, creano il manifesto romantico e danno vita al giornale “Il Conciliatore”. Questo periodico diventa uno strumento importantissimo per divulgare idee e per avvicinare la cultura italiana al contesto europeo. I suoi autori sono difensori di un liberalismo moderato, aperto al concetto romantico di nazionalità e propulsori di una nuova cultura liberale e patriottica.

Nonostante ciò, per il trasformarsi continuo degli eventi storico-sociali, la letteratura italiana resta diversamente romantica. In campo poetico, pur restando fedele a moduli classici, Giacomo Leopardi attinge alla potenza evocativa della lirica europea. Alessandro Manzoni, caposcuola del nostro Romanticismo, fa del romanzo storico un romanzo di idee. “I Promessi Sposi” resta uno dei testi più stampati della letteratura italiana. Manzoni trova nel romanzo lo strumento ideale per tradurre in atto i principi che ispirano la battaglia romantica per un rinnovamento della nostra letteratura.

 

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