Come McCain è sopravvissuto ai conservatori: il discorso alla Cpac

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Come McCain è sopravvissuto ai conservatori: il discorso alla Cpac

15 Febbraio 2008

Grazie per avermi invitato. E’ passato un po’ di tempo da quando ho avuto l’onore di potermi rivolgere a voi e oggi apprezzo molto la vostra cortesia nei miei confronti. Dovremmo farlo più spesso. Spero che abbiate perdonato la mia assenza dello scorso anno e capito che non c’era alcuna volontà di offendervi. Ero solo preoccupato di sfuggire alla rappresentazione del  “front runner” fuori tempo delle primarie repubblicane, cosa che poi mi è riuscita piuttosto bene come qualcuno avrà notato. Ma ora ho di nuovo il privilegio di quella rappresentazione e questa volta intendo tenermela per un po’.

So di avere la responsabilità, se sarò come spero il candidato repubblicano alla Presidenza, di unire il partito e preparalo alla grande sfida di novembre. E sono perfettamente consapevole di non poter riuscire in questa impresa, così come il nostro partito non potrà prevalere nello scontro con la senatrice Clinton o con il sentore Obama, senza il supporto dei conservatori, le cui convinzioni, creatività ed energie sono state indispensabili per i successi che il partito ha conseguito nell’ultimo quarto di secolo. Molti di voi sono in forte disaccordo su alcune delle posizioni che ho preso negli anni passati. Lo capisco molto bene. Posso non condividere ma rispetto quel disaccordo per i principi su cui si fonda. E spero sinceramente che seppure crediate che io possa aver deviato in qualcuno dei miei ragionamenti dal mio impegno di conservatore, voi continuiate ad ammettere che, per ciò che più ci sta a cuore, io abbia mantenuto il profilo di un vero conservatore. Di più: spero che riconosciate come io mi sia battuto tanto ardentemente in difesa delle posizioni che ci uniscono, quanto di quelle che hanno provocato la vostra opposizione. Se non è così, vi ringrazio dell’opportunità di potervelo dimostrare oggi.

Sono fiero di essere un conservatore, e faccio questa affermazione perché condivido con voi il più fondamentale dei principi: la libertà è un diritto che ci è stato conferito dal Creatore e non dai governi, e dunque il vero scopo del diritto e della giustizia nel nostro paese non è quello di assegnare poteri allo Stato, ma di proteggere la libertà e la proprietà dei cittadini. E come voi sono convinto del punto di vista di Edmund Burke: “Qualsiasi separazione venga fatta tra la libertà e la giustizia, nessuna funziona”.

Ho lavorato a lungo per creare un sostegno crescente per i candidati e le repubblicane, ma ho anche sempre creduto, come voi, nella saggezza di Ronald Reagan, quando, in un suo discorso in questa stessa sede nel 1975, disse: “un partito politico non può essere ogni cosa per tutti. Deve rappresentare alcuni principi fondamentali non negoziabili per convenienza politica o per ingrossare le sue fila”.

La mia prima volta in una conferenza della CPAC è stata come ospite di Ronald Reagan, non molto dopo il mio ritorno da oltremare%2C quando avevo ascoltato il suo discorso su “la splendente città sulla collina”. Ero ancora un ufficiale di marina all’epoca ma le sue parole mi furono di grande ispirazione  mi aiutarono a formarmi le mie personali opinioni politiche. Così come le parole di Reagan in difesa della causa americana in Vietnam e la sua grande preoccupazione per i prigionieri di guerra di quel conflitto, furono di gran conforto per quelli tra noi che, per dirla con le parole del mio amico Jerry Denton, ebbero l’onore di servire “la patria in circostanze difficili”. Sono fiero, molto fiero di essere entrato nella vita politica come un soldato semplice della “rivoluzione reaganiana”. E se qualcuna delle mie posizioni vi ha fatto credere che io abbia dimenticato le mie radici politiche vi voglio assicurare che non è così, e che sono tanto orgoglioso di esse quanto lo ero allora.

La storia della mia intera carriera politica è la storia di un convinto conservatore. Credo oggi come credevo venticinque anni fa nello stato minimo, nella disciplina della spesa, in meno tasse, in una forte difesa, in giudici che non facciano le leggi ma le applichino, nei valori sociale che sono all’origine della nostra forza e in generale nella strenua difesa del nostro diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, che ho difeso per tutta la mia carriera come dono di Dio ai nati e ai non nati.

Queste sono le mie convinzioni e non dovete fare solo riferimento ai miei voti e discorsi passati per convincervi che sono ferme e sincere. Potrete trarre anche maggiore fiducia dalle posizioni che ho difeso durante questa campagna elettorale. In Iowa mi sono battuto contro i sussidi agricoli; in New Hampshire ho contrastato le enormi spese governative per l’assistenza sanitaria e ho predicato per soluzioni affidate al libero mercato. In Michigan ho fatto campagna per incentivi fiscali e politiche commerciali che creino nuoni posti di lavoro in uno stato in difficoltà; in Florida mi sono battuto contro la catastrofica legge sui fondi per le assicurazioni e ho difeso la mia opposizione contro la legge sui benefici per le ricette mediche che rifila agli americani un altro costosissimo impegno di spesa. Ho suggerito di rendere permanenti i tagli alle tasse introdotti da Bush, di ridurre il livello di tasse alle imprese e di abolire l’ATM (alternative minimum tax). Ho difeso le mie posizioni sulla difesa dei diritti del Secondo Emendamento, incluso il mio voto contro i “waiting periods” per l’acquisto di armi e contro il bando delle cosiddette armi d’assalto e le cause illegittime contro i produttori di armi.  Ho difeso con orgoglio i miei 24 anni di impegno “pro-life”. Attraverso tutta la campagna elettorale ho sostenuto la coraggiosa decisione del presidente Bush si aumentare il numero delle truppe americane presenti in Iraq per avviare quella tanto attesa controffensiva che ci ha risparmiato la terribile calamità di perdere quella guerra. Ho mantenuto queste posizioni perché credo che siano nell’interesse del mio partito e del mio paese.

Di sicuro ho espresso anche punti di vista che non hanno incontrato il pieno accrodo da parte dei conservatori. Non ve lo nascondo e sono sicuro che voi non me lo permettereste. Sul tema dell’immigrazione clandestina ho mantenuto ferme le mie convinzioni nonostante le critiche di molti conservatori e  sapendo che avrebbero messo in pericolo la mia campagna elettorale. Su questo rispetto la vostra opposizione perché so che molte critiche a  quella legge si basano obiezioni di principio in nome dello stato di diritto. E mentre io e molti altri repubblicani che sostenevano quella legge eravamo sinceri nelle nostre intenzioni di rimettere in funzione i controlli alle nostre frontiere, abbiamo fallito, per molti motivi, nel convincere gli americani della nostra sincerità. Lo ammetto, e confermo che è tra le mie più alte priorità rafforzare i nostri confini;  e solo dopo aver conseguito il più ampio consenso sulla loro sicurezza, verrà il momento di affrontare gli altri aspetti del  problema,  in un modo che tuteli lo stato di diritto e non incoraggi nuove ondate di immigrati clandestini.

Quello che chiedo ad ogni americano, conservatore, moderato, indipendente o democratico “illuminato” è di giudicare il mio operato nel suo complesso e di riconoscere che non sono il tipo che fa promesse al suo paese se non intende mantenerle. Spero di averlo dimostrato nella mia vita  anche ai miei critici.
Allora, votate per me o contro di me in base a quell’operato,  alla mia preparazione all’incarico e alla direzione chiaramente indicata verso cui intendo portare il paese.

Se sarò così fortunato di essere il candidato repubblicano alla presidenza, offrirò agli americani, in quella che sarà una sfida molto tesa e animata, un chiaro approccio conservatore al governo del paese. Esporrò le mie ragioni agli elettori senza badare a quale Stato appartengano. E non oscurerò le mie posizioni davanti a quegli elettori a cui potrebbero non piacere. Resterò saldo nelle mie convinzioni di conservatore perché credo nel buon senso degli elettori e ho fiducia che i principi del conservatorismo siano ancora apprezzati dalla maggioranza degli americani: repubblicani, indipendenti e “Reagan democrats”.

Spesso in questo paese le elezioni si giocano su margini molto stretti, Questa volta non sarà così. Noi ragioniamo secondo una solida logica: chiunque sia il candidato democratico, questo governerebbe il paese in modo da portarlo indietro ai tempi in cui il governo si sentiva in diritto di toglierci la libertà di decidere in proprio il corso e la qualità delle nostre vite e di sostituire il buon senso e i valori degli americani con il giudizio di una macchina burocratica federale sempre più pesante; ai tempi in cui prevaleva la timidezza e il “wishful thinking” e distoglievamo lo sguardo dalle terribili minacce alla nostra sicurezza che in modo così lampante si rafforzavano ovunque nel mondo.  E’ vergognoso che i senatori democratici stiano bloccando un ampliamento delle nostre capacità di sorveglianza necessarie per i servizi segreti e per le forze di sicurezza a difendere il paese contro gli islamici radicali.
Queste elezioni mettono in ballo grandi cose e io intendo combattere con tutte le mie forze affinchè i nostri principi prevalgano sui loro.

Hillary Clinton e Barak Obama vogliono aumentare le dimensioni del governo federale. Io intendo ridurle. Non firmerò leggi “mancia” , nessun tipo di “mancia”. Difenderò il diritto di veto “per parti separate” e non permetterò alcuna espansione delle sovvenzioni pubbliche che ci stanno portando alla bancarotta. Al contrario intendo riformare questi programmi in modo da cancellare l’abitudine del governo di fare promesse che non può mantenere.

Clinton e Obama alzeranno le vostre tasse. Io intendo tagliarle. Inizierò rendendo permanenti i tagli voluti da Bush. Taglierò la tassazione all’impresa dal 35 al 25 per cento, per mantenere le industrie e il lavoro in questo paese. Metterò fine alla “alternate minimum tax” e non permetterò a un congresso democratico di imporre più tasse e bloccare così la crescita dell’economia.

Loro offriranno le tipiche misure statalistiche per l’assistenza medica. Io intendo affrontare il problema con soluzioni mercato e con il rispetto per la libertà degli individui di scegliere sulla propri salute.

Loro nomineranno giudici federali destinati ad ottenere mutamenti politici che gli americani non si convincerebbero mai ad approvare con il voto. Io intendo nominare giudici che abbiano dimostrato che la loro unica responsabilità consiste nell’applicare  leggi fatte dai rappresentanti legittimi della volontà popolare. Persone della tempra e della qualità dei supremi giudici Roberts e Alito, giudici su cui si può contare quando si tratta di rispettare e difendere i diritti, le prerogative  e le proprietà dei cittadini.

Clinton e Obama ritireranno le nostre truppe dall’Iraq in base a un calendario di pura convenienza politica e che ignora testardamente i drammi umani e i pericoli che seguirebbero.  Io intendo vincere la guerra e affidarmi al giudizio dei nostri comandanti militari in quel paese,  e al coraggio e alla generosità di quegli americani che essi hanno l’onore di avere al loro comando. Io avverto il profondo cordoglio per le terribili perdite che abbiamo sofferto sinora. Non c’è un candidato alla presidenza che meglio di me sappia quanto sia terribile una guerra. Ma io so anche che il costo in vite e in risorse di un’eventuale sconfitta in Iraq sarebbe molto più disastroso delle perdite dolorosissime avute fino ad oggi. E non permetterò che questo accada.

Loro non sapranno riconoscere e affrontare la minaccia costituita da un Iran con ambizioni nucleari per il nostro alleato Israele e per la regione. Io toglierò ogni dubbio all’Iran sul fatto che non permetteremo ad un regime che coltiva la distruzione di Israele come uno dei suoi più forti desideri e dichiara immortale inimicizia agli Stati Uniti, di possedere armi per realizzare queste ambizioni.

Io intendo sconfiggere questa minaccia stando all’offensiva e coordinando ogni agenzia del governo e i nostri alleati verso la difesa dei valori e della sicurezza dei popoli liberi contro coloro che disprezzano tutto ciò che per noi è buono e giusto.

Ci sono non poche differenze che definiranno queste elezioni. Si tratta di differenze importanti e vi prometto che intendo farle valere sul versante dei conservatori e mi batterò con tutte le mie forze per difendere le cose che condividiamo e per mantenere la nostra patria sicura, fiera, prospera e libera.

Abbiamo avuto qualche disaccordo in passato e certo ne avremo ancora in futuro. Ma anche nel disaccordo, anzi, soprattutto nel disaccordo, io cercherò il consiglio dei miei amici conservatori. Se mi convincerò di essere in errore, cambierò idea. Ma se resterà sulle mie posizioni anche dopo aver goduto del vostro consiglio spero che non perderete di vista le molto più numerose occasioni in cui saremo d’accordo.

Ho cominciato assicurandovi che il concetto di libertà che condividiamo è la pietra angolare del nostro credo come conservatori. Come sapere io sono stato privato della libertà per un periodo della mia vita. E mentre il mio amore per la libertà non maggiore del vostro, esso è certamente uguale a quello di tutti gli americani. E’ un amore profondo e incrollabile. Tutta l’esperienza della mia vita politica da forma ai miei convincimenti. Essi sono al cuore di ogni mia azione. Io sono un difensore della vita e dei diritti umani in ogni luogo del mondo, perché so che ogni privazione della libertà è un offesa alla natura dell’uomo e al suo Creatore.  So che in questo paese la libertà non sarà vittima di una rivoluzione totalitaria, ma piuttosto, come diceva Burke, essa può essere “rosicchiata per convenienza e fatta a pezzi”. Sono consapevole di  questo rischio e saprò evitarlo anche col vostro aiuto.

Mi avete già sentito dire che con tutta la mia reputazione da cane sciolto io ho provato vera gioia solo quando ho potuto servire cause al di là del mio proprio interesse. Per me questa causa è sempre stata la mia patria  e le idee che l’ hanno fatta grande. Sono stato il suo imperfetto servitore per molti anni e ho fatto molti errori. Voi lo potete testimoniare ma non ce n’è bisogno perché li conosco molto bene da solo. Ma la amo profondamente e non sarò mai e poi mai stanco dell’onore di servirla. Non posso farlo senza il vostro consiglio e il vostro sostegno. E vi sono immensamente grato di avermi dato l’occasione per chiedervelo.

Grazie e Dio vi benedica.