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Come salvare l’ambiente? Forse è meglio non fare figli: ecco la nuova battaglia della Ocasio Cortez

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Alexandria Ocasio-Cortez, da quando ha battuto Joe Crowley, – uno dei democratici più importanti del Congresso ed in carica da circa un ventennio – è diventata il nuovo idolo pop di una sinistra americana sempre più allo sbaraglio. Globalista, tutta social, politicamente corretto e diritti più impensabili la Ocasio-Cortez si è all’improvviso ritrovata ad essere una superstar, meritevole addirittura di un documentario su Netlifx, uscito il primo maggio. È donna, migrante e liberal: non è già abbastanza per essere un’icona della sinistra?

Tra un assistenzialismo massiccio ed un ecologismo così radicale, da spingerla a chiedersi se “è giusto continuare a fare figli” per salvare l’ambiente, si dimostra certamente molto originale: infatti, coloro che sono vicini alle sue idee, non parlano proprio mai di ambiente e di smettere di fare figli. Proprio mai.

La proposta, alquanto esilarante, a riguardo, sarebbe quella di eliminare l’utilizzo dell’aereo, principale nemico del surriscaldamento globale – o almeno così sostiene la nuova diva del Congresso – espandendo il trasporto ad alta velocità, aumentando la produzione di veicoli elettrici e costruendo stazioni di ricarica ovunque. A questo punto potrebbe anche chiedere agli europei di recarsi negli Stati Uniti affrontando degli estenuanti viaggi in nave, in fondo è così vintage e il vintage è così di moda.

Inoltre, altro tema cardine (e classico di sinistra) che inizia a portare avanti è quello della “sicurezza economica per tutti coloro che non sono in grado o non vogliono lavorare” (vi ricorda qualcuno?). Secondo la Ocasio-Cortez “si tratta di massicci investimenti nella nostra economia e nella nostra società, non nella spesa”. Come? Probabilmente, aumentando di molto le tasse per le imprese americane, in modo che i millenials che lei rappresenta possano trascorrere le loro giornate a guardare le serie tv, magari proprio quelle che la riguardano.

Infine, come non andare in cortocircuito anche sul tema dei sacrosanti diritti dei lavoratori? Lo scorso 11 gennaio, infatti, la portavoce del "Workers Compensation Board", Melissa Stewart ha dichiarato al New York Daily News che "il datore di lavoro non ha pagato la copertura per la compensazione dei lavoratori richiesta dal 31 marzo 2018 al 30 aprile 2018 ed è stata emessa una sanzione finale di 1.500$, che è stata pagata". Dunque, la neo-deputata è stata multata dallo Stato di New York per non aver fornito l'assicurazione sanitaria per un mese ai propri lavoratori durante la campagna elettorale per il Congresso del 2018: una copertura fondamentale per garantire i lavoratori in caso di infortuni sul lavoro. Evidentemente in quel momento era troppo occupata:del resto, può capitare a tutti.

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