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Come se la sarebbero cavata Omero o Shakespeare ai tempi di Amazon?

Capita di aprire un quotidiano e di ritrovarsi davanti un articolo, o un’idea, che per un motivo o per un altro colpiscono subito. A volte sono parole che fanno riflettere, altre che fanno sognare. A noi, invece, davanti a un articolo del Wall Street Journal c’è venuto da ridere. E’ per questo che abbiamo trovato irresistibile la trovata di Joe Queenan, un giornalista – nonché umorista, critico e autore – che si è servito del sito di vendita online “Amazon.com” per il suo divertissement.

Per chi ancora non ha scoperto le meraviglie dell’e-commerce, Amazon.com è una compagnia di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle ed è stata una delle prime compagnie di vendita di libri su Internet. Una caratteristica unica del sito è quella di rendere possibile ai clienti di recensire i prodotti sulla pagina, valutandoli inoltre su una scala da 1 a 5.

L’umorista, in sostanza, si è divertito a immaginare cosa avrebbero commentato i lettori di libri come “Mein Kampf” e “Re Lear” se all’epoca in cui sono stati scritti fosse esistito Internet e quindi Amazon. Nessuno scandalo, dunque, se grandi opere della letteratura sono state demolite dalla mannaia telematica degli immaginari utenti di Amazon. Non c’è neanche da offendersi per i giudizi tagliati con l’accetta o per un rating basso. Qui lo scopo è giocare, dissacrare, sdrammatizzare testi rimasti sospesi da troppo tempo nel paradiso degli immortali “a prescindere”.

Quale miglior modo di un alter-ego virtuale per dare libero sfogo a pensieri repressi che magari hanno traumatizzato la nostra vita da studenti? Si possono demolire “I Malavoglia” o stroncare “La coscienza di Zeno” senza timore di essere additati come sovversivi o ignoranti. I padri della democrazia sarebbero fieri di questo impeto di partecipazione popolare alla vita pubblica!

Anche noi abbiamo voluto provare a entrare nello spirito del gioco, mettendo alla prova La divina Commedia” e “I Promessi sposi”.  Ma prima vi diamo un assaggio di quello che ha recensito lo stesso Queenan, buona lettura e un consiglio: non prendete troppo sul serio le cattiverie gratuite che troverete.

“Re Lear” – Media di votazione dei lettori: due stelle. “L’autore ci dice che ‘Siamo per gli dei quello che sono le mosche per un ragazzaccio: ci uccidono per mero divertimento’. Ok, ma crede davvero di avermi detto qualcosa che non sapessi di già? Tipo che non sapevo che ‘essere o non essere’ è la questione? O che non sapevo che la colpa non è nostra ma degli astri? Dimmi qualcosa di nuovo, caro Sommo Poeta di Chissaché”.

“Mein Kampf” – Media di votazione dei lettori: una stella. “Una scrittura sicuramente animata, ma un po’ troppo deprimente. Perché si ostina a usare parolone che la gente qualunque non può capire, tipo ‘lebensraum’ e ‘oberkommandant’? Hei, anche io ho un dizionario! Eppoi, che problema ha con gli ebrei?

Ecco il prodotto degli sforzi redazionali, oltre ai testi già citati ci siamo presi la libertà di aggiungerne altri due, si tratta de “La metamorfosi” e “Il Principe”. A voi il compito di decidere se, in questo caso, gli allievi abbiano superato il maestro.

“Promessi Sposi” – Media di votazione dei lettori: due stelle. “I protagonisti sono Renzo e Lucia, due giovani che proprio non vedono l’ora di sposarsi. I colombi sono avversati da Don Rodrigo, una sorta di macellaio arricchito, che prova in tutti modi a dividerli. Dopo numerose sfighe e peripezie come i lanzichenecchi, la peste e la guerra (strano non trovare addirittura una calata aliena sulla terra) i due promessi ne hanno abbastanza e convolano a nozze, decidendo di condurre ‘da quel punto in poi, una delle vite più tranquille, delle più felici e delle più invidiabili’. Alessandro Manzoni mette insieme tanti luoghi comuni e noiosi. Sconsigliato a chi cerca emozioni forti o vuole farsi due risate”.

“La Divina Commedia” – Media di votazione dei lettori: tre stelle. “Se riuscite a leggere i tre tomi del libro senza che vi cali la palpebra, sappiate che solo alla fine si capisce che c’è una storia d’amore. Carina, un po’ travagliata per i miei gusti. Visti i personaggi che incontra, forse sarebbe stato meglio prendere una scorciatoia verso il Paradiso invece di fare il giretto nell’Inferno e allungare per il Purgatorio. Dicono che l’autore l’abbia scritto in una sola notte. A voi ne servirà qualcuna in più per leggerlo tutto”.

“La metamorfosi” – Media di votazione dei lettori: una stella. “Storia assurda. Sulla trama non c’è altro da aggiungere. Mi sono addormentato 3 volte nelle prime 20 righe. Leggere 100 pagine su uno scarafaggio che non è uno scarafaggio ma non si sa che cosa sia in realtà è avvilente. Comica la scenetta in cui una mela colpisce e ferisce il protagonista! Se Kafka voleva dirci qualcosa poteva farlo più chiaramente. A me non è piaciuto per niente, anzi adesso trovo pure antipatici i bacherozzi”.

“Il Principe” – Media di votazione dei lettori: quattro stelle. “Non lasciatevi ingannare dal titolo, non è affatto una fiaba per bambini (a meno che non vogliate crescerli a forza di latte e cinismo!). Bella lettura, ma se si prende troppo sul serio si rischia di uscirne paranoici o di risvegliarsi la mattina dopo credendo di essere un novello Carlo Magno”.

Come avrete capito ci è piaciuto immergerci in questo ruolo e speriamo che voi lettori abbiate voglia di giocare con noi. Vi invitiamo a spedire le vostre “recensioni impossibili” alla casella di posta redazione@loccidentale.it; se sarete abbastanza cattivi verranno pubblicate, i capolavori da gettare dalla finestra non sono mai abbastanza.

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