Commercio e liberalizzazioni, in Abruzzo un equilibrio possibile

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Commercio e liberalizzazioni, in Abruzzo un equilibrio possibile

26 Maggio 2012

Un equilibrio possibile. Tra eccessiva burocratizzazione da un lato e liberalizzazione senza regole dall’altra. E’ quella cercata e trovata dalla regione Abruzzo che ha appena approvato in Giunta una proposta di legge regionale che va proprio in questa direzione e che è stata condivisa dalle più importanti associazioni di categoria del settore.

Un passo in avanti, dunque, verso l’introduzione di nuove norme in materia di commercio che rappresenta una risposta al Decreto sulle liberalizzazioni messo in campo dal Governo. A spiegarlo è il vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione. ”In questo progetto di legge – afferma – viene ribadita la volontà della Regione di proseguire con il blocco della grande distribuzione per un periodo di 48 mesi, decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge regionale 17 del 2010. Inoltre, viene stabilito che le giornate di apertura nei giorni festivi e domenicali saranno ventisei più quattro, con una integrazione fino a dieci giornate in più solo per esigenze del territorio e della collettività, in relazione a specifici eventi o iniziative di promozione del commercio”.

Con tale normativa si è voluto ribadire il principio della competenza della Regione a legiferare e a decidere in materia di commercio e quindi in materia di disciplina degli esercizi commerciali, così come prevede l’articolo 117 della Costituzione. ”Mi sento in sintonia con tanti commessi e con i piccoli e medi commercianti e anche con persone impegnate nella grande distribuzione – ha proseguito Castiglione – che ritengono che tra la liberalizzazione selvaggia e l’eccessiva burocrazia ci sia lo spazio per una regolamentazione ragionevole che tuteli tutti coloro che animano il settore. Credo che la legge regionale che regola le aperture dei negozi abbia raggiunto un saggio equilibrio tra la necessità di vendere e la libertà di godersi il riposo dei lavoratori del commercio. La normativa nazionale, invece, cancella tutte le tradizioni. Certamente – ha concluso l’assessore – i problemi del commercio non sono solo riconducibili alle aperture domenicali o festive ma sono connessi anche al credito, alla formazione ed ai servizi. La Regione sta lavorando su alcuni segmenti specifici, come i Confidi, che agevolano le possibilità di accesso al sistema creditizio, così come stiamo operando sul Testo unico regionale del Commercio insieme alle associazioni di categoria ed ai sindacati che mi auguro di poter licenziare entro l’autunno”.

E come già anticipato, è arrivato il via libera anche delle siglie sindacali di categoria che si sono dette soddisfatte della misura. Per esempio, Confcommercio Chieti. "Sarebbe stato un colpo mortale al piccolo commercio – è stato il commento del presidente provinciale Angelo Allegrino – che non ha i mezzi e il personale della grande distribuzione. Peraltro il commercio al dettaglio vive una fase di oggettiva crisi e stare aperti 365 giorni l’anno con orario continuato avrebbe comportato anche problemi sociali e di sicurezza nei nostri territori urbani”.