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Comunali di Isernia, il centrosinistra verso le primarie

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In vista delle Comunali di Isernia, il centrosinistra sceglierà il suo candidato sindaco ricorrendo alle primarie. O, almeno, questo è l’orientamento di una parte della coalizione. Sono solo tre, infatti, i padri fondatori del comitato “Primarie Isernia 2012”: un po’ a sorpresa c’è anche l’Italia dei valori, a braccetto con il Partito democratico e la Federazione della sinistra. Almeno per il momento gli altri partiti e movimenti stanno a guardare. Dovranno però prendere una decisione al più presto: le urne del test elettorale interno alla coalizione (o a una parte di essa) si apriranno domenica 11 marzo. Ma per presentare le candidature c’è tempo fino al 23 febbraio.

Lunedì, durante una conferenza stampa, saranno dati maggiori chiarimenti a riguardo. Per ora si registrano frasi di circostanza: “I partiti del centrosinistra, unitamente alle forze civiche della città di Isernia, si sono più volte riuniti, individuando nel lavoro, nella lotta alle nuove povertà, nella qualità ambientale, nell’efficienza dei servizi, nella crescita e nello sviluppo le priorità di intervento, onde restituire alla città di Isernia la dignità di capoluogo di provincia”, si legge in una nota inviata alla stampa dal comitato promotore, nella quale si rimarca tra l’altro l’importante segnale di apertura da parte dell’Idv, che le primarie di solito non le digerisce. Ma questa volta il partito di Antonio di Pietro vuole mettersi in discussione: “Nonostante la maggiore rappresentatività della stessa in città a seguito delle elezioni regionali, si è stabilito – fanno sapere ancora i promotori delle del comitato - di ricorrere a tale strumento di democrazia diretta per consentire a tutti i cittadini di poter scegliere il candidato sindaco. Tale percorso resta aperto al contributo degli altri soggetti politici, delle associazioni e dei movimenti che si riconoscono nei valori del centrosinistra. Per questo dobbiamo mobilitarci tutti insieme per dare ai nostri cittadini una amministrazione che rispetti i principi di democrazia”.

Insomma: Idv, Pd e Federazione della sinistra, evidentemente stanchi di aspettare l’evolversi della situazione, stanchi delle scaramucce degli ultimi giorni, hanno fatto la prima mossa. Ora sta agli altri decidere cosa fare. Tra i movimenti che dovrebbero aderire c’è senz’altro quello del Guerriero Sannita. Il presidente Giovanni Muccio da tempi non sospetti dice di puntare sulle primarie, da sempre dice che c’è solo una possibilità per rendere la vita difficile al centrodestra, proprio nel suo feudo: presentarsi compatti all’appuntamento elettorale di maggio. E Costruire democrazia? Il movimento dell’enfant prodige Massimo Romano sembra essere orientato verso una candidatura dell’avvocato Ennio Mazzocco. Un nome, questo, che potrebbe raccogliere anche il consenso di Sinistra ecologia e libertà e dei Socialisti. In effetti, Sel non ha mai nascosto di non sopportare la pretesa leadership del Pd. Sarà un caso, ma il segretario regionale del partito di Vendola è Candido Paglione, mentre quello del Pd è il suo ex allievo Danilo Leva. Che tra i due la luna di miele sia finita da un pezzo (tanto per usare un eufemismo) è cosa arcinota. E ciò potrebbe avere inevitabili ripercussioni sulle varie strategie politiche. In ogni caso non è affatto escluso che Romano, Paglione e Miniscalco (segretario regionale del Partito socialista) sostengano comunque Mazzocco, proponendolo alle primarie.

I numeri, tuttavia, sorridono al Pd e all’Idv. E loro, chi presenteranno? Di nomi se ne fanno tanti. Di recente Michele Antenucci e Giuseppe De Lellis, consiglieri comunali del Partito democratico, hanno proposto l’ex assessore Luciano Sposato. Potrebbe essere della partita anche l’”autocandidato” Alberto Gentile, anche lui ex assessore del centrosinistra. E poi c’è Carlo Veneziale: tutti lo vogliono, il nipote dell’ex presidente della Regione (Marcello Veneziale). Il suo nome viene proposto in ogni occasione, ma di solito lui declina sempre l’invito. Nell’Italia dei valori, invece, si fanno i nomi di altre due vecchie conoscenze di Palazzo San Francesco: Franco Capone e Maria Teresa D’Achille, mentre nel ruolo di outsider spicca il battagliero capogruppo dell’Idv al Comune di Isernia, Edmondo Angelaccio. È altrettanto vero, comunque, che i nomi lanciati troppo presto nella mischia spesso e volentieri finiscono per essere “bruciati”.

Anche perché più di qualcuno teme, negli ambienti del centrosinistra, che Leva (stavolta d’intesa con l’Idv) abbia già un suo asso nella manica. Avrebbe cioè in mente un’operazione “Frattura bis”: un candidato a sorpresa da consacrare attraverso le primarie. Un revival di quanto accaduto con la “scelta” dell’attuale leader dell’opposizione a Palazzo Moffa. Ancora prima di ricorrere a quello che viene forse impropriamente definito uno strumento di democrazia diretta, l’intero Molise già sapeva che lo sfidante di Iorio sarebbe stato Frattura, imposto dal duo Leva-Ruta. Ma se anche stavolta il segretario del Pd dovesse “pescare” tra gli scontenti del centrodestra, a Isernia – c’è da scommetterci – saranno dolori. Sel ha già detto che un’operazione del genere non la sopporterebbe, né potrebbe ottenere l’avallo della Federazione della sinistra. Ciò porterebbe a un’inevitabile (e controproducente) spaccatura. E questo è un lusso che il centrosinistra non può concedersi nella roccaforte del leader del Pdl Michele Iorio.

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