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Comunali, l’ultimo giro di campo. Renzi lancia Fassino e attacca M5S

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Matteo Renzi prova a surriscaldare l'ultimo giro di campo di questa campagna elettorale. Lo fa attaccando la minoranza dem: la snistrache "gode a perdere" e i Movimento 5 Stelle che sono eterodiretti da "mail anonime". 

E non è un caso che l’attacco alla sinistra "che gode a perdere" arrivi da Torino, dove Renzi ha partecipato a una manifestazione elettorale al fianco del sindaco ricandidato Piero Fassino

Prima, infatti, Renzi dice la sua alla parte della sinistra che non lo intende seguire: "Al compagno Giorgio Airaudo dico: se lui e Landini avessero avuto ragione oggi la Fiat Chrysler non sarebbe più a Torino. Hanno avuto ragione Fassino e Chiamparino, non voi. Abbiamo avuto ragione noi, perciò la Fiat è un gruppo mondiale... C’è una sinistra che gode nel perdere e nel lamentarsi e una sinistra che prova a vincere".

E poi ne ha anche per il Movimento 5 stelle: "Siamo l’unico partito in Italia che non butta fuori quelli che non la pensano come loro, che dialoga e discute, che pensa di essere una comunità, che si guarda negli occhi e non manda mail anonime, non manda persone a dirti ciò che devi fare e non devi".

Roberto Speranza, leader della minoranza, replica senza toni piccati: "I nodi politici ci sono, sono tanti e sono molto seri, ma ne discuteremo soltanto dopo le amministrative".

Eppure resta il referendum la vera sfida di Renzi, che anche ieri ne ha voluto parlare in una delle sue consuete e-mail: "È interessante notare come ormai l’Italia abbia smesso di essere un problema a livello internazionale. Il combinato disposto di riforme più stabilità ha prodotto agli occhi dei nostri partner un capovolgimento della visuale molto interessante."

Sul tema referendum è intervenuto ieri anche il neopresidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Che ha voluto replicare a Silvio Berlusconi quando, nei scorsi giorni ha definito  «aspiranti sudditi» gli imprenditori dell’associazione per la posizione espressa in favore delle riforme costituzionali: "Stimo il presidente Berlusconi, rispettiamo tutti gli esponenti politici del Paese, siamo dell’idea di non usare mai termini ingenerosi verso nessuno. Ci aspettiamo che tutti lo facciamo verso di noi".

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