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Comunali Verona, Sboarina non ha dubbi: “Centrodestra unito modello vincente”

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“Ho unito tutto il centrodestra, per questo il modello Verona è vincente”. Parola di Federico Sboarina, candidato a sindaco a Verona, che in un’intervista al Giornale sembra avere pochi dubbi su quale sia il punto di forza della sua coalizione in corsa per le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. “Con me ci sono Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Idea, più alcune liste come Verona domani, Verona più sicura e Indipendenza Veneto” spiega Sboarina sottolineando la scelta di aver puntato tutto sull’unità delle forze di centrodestra. Tant’è che anche il suo motto “#unitiperverona” parla chiaro e la dice lunga sul senso profondo di un progetto, quello di presentare il centrodestra unito alle elezioni comunali, appunto, che Sboarina ha condiviso sin dall’inizio con Stafano Casali, coordinatore regionale di Idea e leader di Verona Domani, lista federata con il partito di Gaetano Quagliariello e schierata nella coalizione a sostegno di Sboarina. 

Una scelta che, stando agli ultimi sondaggi, premierebbe il candidato del centrodestra, dato per favorito, seguito da Orietta Salemi del Pd, e da Patrizia Bisinella, sostenuta da Fare!, il movimento che fa capo al sindaco uscente Flavio Tosi anche lui in corsa per un posto in consiglio comunale.

Ed è proprio l’unità del centrodestra che fa di Verona un vero laboratorio in vista delle sempre più imminenti elezioni politiche. Anche perché l’unione è partita una serie di punti programmatici condivisi. “In primis la sicurezza. Negli ultimi anni è cresciuta la paura, dobbiamo riappropriarci del territorio” dice Sboarina. Così come anche la questione delle periferie, termine che piace poco al candidato del centrodestra: “Voglio che questo termine sparisca. I quartieri di Verona sono tutti piccoli centri storici” che vanno valorizzati puntando ancor di più sul turismo: “La città ha delle potenzialità enormi. Verona è la quarta provincia per flussi turistici a livello nazionale, anche se è un turismo mordi e fuggi” spiega Sboarina che, notando l’assenza di un assessore alla cultura nella giunta Tosi, rilancia: “Con me Verona diventerà una città sempre più europea, senza dimenticare le proprie radici”. Attenzione alla famiglia e alle fasce più deboli, sostegno alle “piccole botteghe” per rilanciare il lavoro in città, tutela dell’ambiente, completano il quadro dei temi su cui si sono gettate la basi della coalizione.

E a chi gli chiede se al ballottaggio, dato quasi per certo, preferirebbe duellare con Bisinella o con la piddina Salemi, Sboarina risponde che “è irrilevante”. Per poi lanciare una frecciatina al sindaco uscente: “Ricordiamoci che l’elettorato tosiano è di centrodestra, non di sinistra; a differenza della sua classe dirigente…”. E qui il riferimento all’avvicinamento di Tosi a Renzi, sancito con l’appoggio del sindaco di Verona al “si” al referendum renziano, non è puramente casuale. 

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