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L'intervento

Comune di Cinquefrondi: vittime della mafia uguali a presunta vittima dello Stato?

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Il 18 dicembre 2019 il Consiglio Comunale di Cinquefrondi ( RC ) su proposta del consigliere  Giada Porretta e l’avallo del Sindaco Michele Conia, Presidente della Commissione Toponomastica, ha deliberato di modificare le intitolazioni di alcune vie-traverse dedicandole a “cittadini di Cinquefrondi”, “vittime della mafia” e “donne”.
Il Sindaco ha anche precisato che sono state escluse “proposte di carattere eccessivamente politico ed ideologico perché avrebbe potuto creare divisioni”.
Il 31 gennaio 2020 con delibera di giunta viene variata la toponomastica ed assieme ad ex parroci del paese e personaggi del luogo, donne famose e 4 vittime di mafia e ndrangheta,  nell’elenco compare anche Stefano Cucchi, definito “Vittima dello Stato”, che sostituisce il famoso compositore Domenico Cimarosa.
Premesso che Stefano Cucchi non appartiene a nessuna delle tre categorie indicate dal Consiglio Comunale, anche se in quella occasione il Sindaco aveva fatto il suo nome, è davvero inspiegabile che si possa dedicare una via ad una persona con l’impegnativa motivazione di Vittima dello Stato.
Quello che c’è di certo infatti nella vicenda di Stefano Cucchi è che venne arrestato  per presunto spaccio di droga ed in casa sua vennero trovati 925 grammi di hascish e 133 di cocaina.
Altrettanto certo è che il trentunenne Geometra romano aveva alle spalle una dolorosa storia di tossicodipendenza precoce e molteplici ricoveri al Pronto Soccorso per traumi, lesioni e fratture procurategli nel limaccioso mondo che frequentava.
Ancora in alto mare è invece la ricerca di una verità giudiziaria sulla Sua morte essendoci allo stato degli atti una condanna in primo grado di Corte di Assise per due Carabinieri e una sentenza di Corte di Assise di Appello (ormai presumibilmente definitiva per avvenuta prescrizione) che indica nelle mancate cure da parte dei medici per patologie pregresse la causa del decesso.
Con tutta la compassione ed il dispiacere per la perdita di una vita umana, come si può dimenticare che in questo paese decine di migliaia di persone hanno perso la vita per overdose e uso di stupefacenti e che mafia e ndrangheta hanno nel traffico delle sostanze uno dei loro più importanti affari criminali?
Ritengo assolutamente inaccettabile che sia stato messo sullo stesso piano, nell’elenco approvato dalla Giunta di Cinquefronti, nomi di vittime della mafia e di una presunta vittima dello Stato, senza che nessuna sentenza definitiva abbia accertato le cause della morte di Stefano Cucchi.
Sarebbe cosa utile e saggia se l’Amministrazione Comunale di Cinquefronti rimuovesse la nuova targa, rimettesse Domenico Cimarosa al suo posto ed aspettasse almeno una sentenza definitiva prima di parlare in un atto pubblico di Vittima dello Stato.
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