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Comunicato dei missionari sul rapimento di Padre Bossi

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“Padre Giancarlo Bossi, del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) è stato rapito il 10 giugno 2007 nella parrocchia di Payao, prelatura di Ipil, nella provincia di Zamboanga Sibugay. A oggi nessuna comunicazione è giunta dai rapitori o da nessun altro che possa verificare le sue condizioni". Lo si legge in un comunicato dei missionari del Pime nelle Filippine, di cui la MISNA ha preso visione e ha diffuso nel suo sito.

Il comunicato continua: "Per quanto ne sappiamo i rapitori e i loro mandanti non sono stati chiaramente identificati, tuttavia le prove puntano a un gruppo ben organizzato che potrebbe avere usato una pump-boat (piccole imbarcazioni locali con bilancieri laterali, azionate di solito da un motore del tipo utilizzato per pompare acqua dai pozzi, ndr), che era pesantemente armato e ben equipaggiato e che la cattura di padre Giancarlo era stata accuratamente pianificata".

E ancora: “Chi sono i rapitori e i mandanti? – prosegue il testo, pubblicato su un blog dedicato a padre Giancarlo dai confratelli delle Filippine - Chi sta dietro questo dramma? Perché non dichiarano il loro scopo? Perché stanno giocando con la vita di una persona e un capo religioso al servizio della popolazione in un’area remota? Stanno minacciando tutti, anche l’intera nazione e la comunità internazionale? Devono avere uno scopo. Alcune persone devono essere a conoscenza di questo piano”.

“Il governo – continuano i missionari del Pime nelle Filippine - afferma che sta usando tutte le sue risorse per le ricerche della vittima. Anche il Fronte di liberazione islamico Moro (Milf) ha dichiarato che ha accesso a diversi gruppi armati nell’area. I capi religiosi e i credenti di ogni fede stanno pregando e invocando solidarietà. Perché l’agonia dell’attesa? Quali interessi sono coinvolti? Possiamo solo chiedere pietà. Crediamo che Dio sappia chi è coinvolto e perchè. Ma Dio forse sta aspettando che qualche persona coraggiosa e sincera riveli la verità…Come le bombe a Bansalan la scorsa settimana e quelle in altre zone di Mindanao le quali improvvisamente hanno distrutto vite e lasciato molti feriti a soffrire a lungo; come gli omicidi di persone impegnate o il rapimento e le minaccia rivolte ad altre: chi può svelare i mandanti di queste atrocità? C’è qualche collegamento tra questi incidenti? Certamente il Dio dei Cristiani, Allah il misericordioso e il Dio dei tribali vorrebbero liberare tutte le vittime e tutti noi dalla paura causata da questi incidenti. Preghiamo che le persone di buona volontà abbiano il coraggio di portare alla luce la verità e di liberare la nazione da questi vergognosi atti di tensione. Padre Giancarlo potrebbe forse sentirsi abbandonato come Gesù sulla croce, ma noi potremo condividere con lui e con tutto il nostro popolo la gioia della resurrezione. I missionari del Pime nelle Filippine”.

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