Home News Con Berlusconi in sella il Partito unico può aspettare

Con Berlusconi in sella il Partito unico può aspettare

4
50

Adesso cosa accadrà? Davvero la CdL è senza una strategia come ha detto sabato all’Assemblea nazionale di An Gianfranco Fini? Incapace di elaborare una proposta politica da contrapporre al costruendo Partito democratico? Il dubbio serpeggia da qualche giorno, e l’approssimarsi della pausa estiva, periodo notoriamente avaro di notizie, stimola questa discussione. La questione però è complessa e riguarda non tanto la CdL in senso stretto ma An e parte da lontano, circa un anno fa. 

Giusto il 18 luglio del 2006, quando tutta l’Italia pallonara tifava per la nazionale a Berlino, Fini lanciava il suo nuovo documento politico. Ventuno  pagine in cui si fissavano due punti in particolare: An nel Ppe e costruzione del Partito unico. Da allora tutto un lavorio di comitati, sottocommissioni e nuovi documenti politici per dare ad An un nuovo volto. Percorso che a Fini è costato defezioni e abbandoni eccellenti come quelli di Storace e Buontempo. Ora, a un anno di distanza, il leader di An si ritrova solo. Solo sul palco dell’Ergife.

Il rapporto con Casini è al momento freddo. L’Udc veleggia al largo della CdL anche senza avere intenzione di approdare verso le coste dell’Unione. Con il Cavaliere ha dovuto constatare un cambio di atteggiamento. Come anticipato da L’Occidentale giovedì scorso Berlusconi ha confermato a Fini che è lui a dare le carte. Non è vero, infatti, che non ci sia strategia nella CdL. C’è eccome. Solo che purtroppo per Fini è quella di Berlusconi. Il progetto del partito unico l’ex premier non l’ha abbandonato ma rimodulato secondo le sue esigenze. L’accelerazione che c’era stata un anno fa e che aveva spinto Fini a farla sua nasceva dalla convinzione che dopo la sconfitta elettorale e quella, pesante, sul referendum il berlusconismo fosse passato di moda e che bisognasse prepararsi a nuove formule politiche nel centrodestra. Sembrava spianata la strada per Fini. Invece in un anno è cambiato tutto.

Il Cavaliere è in uno stato di grazia ed i sondaggi danno Forza Italia ad oltre il 30 per cento. La prospettiva di una fusione tra "azzurri" e "aennini" non suona più opportuna. Dall’altro lato il governo Prodi ha dimostrato una debolezza ben superiore alle attese e Berlusconi così ha ripreso a dettare l’agenda della politica italiana. Da qui la decisione che il partito unico può aspettare ed anche la sua successione. Perché le due cose devono essere viste insieme. Non c’è partito delle libertà se non c’è intenzione del Cavaliere di lasciare il passo. Così da queste parti hanno cambiato strategia anche perché la sensazione è che al voto manchi davvero poco. La primavera del 2008? Possibile, e questo spiegherebbe anche la volontà degli azzurri di battere la strada del sistema elettorale proporzionale, quello capace di massimizzare la forza elettorale di Forza Italia. La strategia, quindi, è ben definita e tracciata.

Come leggere allora l’uscita di Fini? Dalle parti di Forza Italia quello che si sta verificando non stupisce. Infatti era evidente che il leader di An avrebbe dovuto inventarsi qualcosa. Ma a molti l’impressione è che l’ex ministro degli Esteri stia cercando di spostare l’attenzione dai problemi di An prendendo tempo. A settembre si capirà meglio. Si comprenderà anche il peso effettivo di Storace e della sua “La Destra”. Peso che da via della Scrofa non considerano così poco rilevante come si vuol far credere. Per adesso si attende l’estate ma un dato nel centrodestra è certo: l’attività politica non può prescindere dal Cavaliere. E’ lui in questo momento che detta i tempi e la tattica. E Fini questo sembra averlo ormai capito. Da giovedì pomeriggio.

  •  
  •  

4 COMMENTS

  1. Distacco!
    Non mi va di fare un lungo commento! ma penso che la miglior cosa, che possa Fini, sia di muoversi come entità autonoma, un pò alla Casini, se vogliamo, ritrovare l’identità di AN, e poi sivedrà!!! Il poi si vedrà, e nel senso che non sono convinto che passerà una legge alla tedesca! Il Paese, non la vuole… la gente, vuole un programma, e vuol sapere con chi governi, lo vuole sapere prima, non dopo! Quindi, Fini stia tranquillo, e vada avanti con le idee, proprie di AN, sarà Berlusconi, prima o poi a cercarlo, e in quello caso…ci sarà la resa dei conti!!!

  2. daccordo con raffaele
    A me pare che Fini abbia ragione sulla mancanza di un progetto comune. dormire sui sondaggi non e’ una strategia. Nessuno mette in dubbio il carisma del leader, ma fatalismo in attesa d’implosione e barcamenismo su legge elettorale rende solo più ansioso e confuso l’elettorato della intera Cdl. E’ un anno che si promette che Prodi casca, che si denunciano le malefatte della sx massimalista, questo andava bene fino alle amministrative, adesso il disco incantato non basta. Quali sono le proposte della Cdl per il ns prossimo governo, ammesso si voti davvero nel 2008? e se invece, come dicono in tanti, si vota nel 2009 che facciamo? continuiamo a “distinguerci”, stoccatina oggi, un’altra domani? una Brambilla oggi, uno storace domani? un follini ieri, un baccini domani….
    Fini in tutta lealtà, ha creduto ad un progetto lanciato dal leader, ora fa bene a scuotere e rincuorare almeno i suoi, dimostrando che non ha nostalgia di poltrone, ne’ paura. Certo, le carte le da’ Silvio, ma che le dia, perche’ anche il suo elettorato attende qualcosa di più!

  3. La paura fa novanta!
    Hai visto Raffaele? Difficile dar torto a Fini…
    La scossa di AN ha dato il via
    Adesso anche FI si e’ messa a parlare di programma e Casini non vorra’ rimanere indietro…
    Curioso che Leone sul Velino si precipiti a indicarne punti già pubblicati da Fini ad Alemanno… L’importante comunque e’ che comincino a muoversi tutti!

  4. Adornato ha ragione!
    «Silvio, così vinci ma non governi»

    Adornato, ideologo di Forza Italia, rilancia: «Si può cominciare anche solo con Fini. L’Udc dopo»
    di LAURA DELLA PASQUA «È STATO uno sbaglio dire no al partito unico. Berlusconi deve capire che deve tornare su questa questione modificando il percorso dei prossimi mesi e intraprendere un progetto costituente. Il vero problema è che dietro Berlusconi c’è il vuoto. Con Berlusconi si vince ma Berlusconi da solo non basta a governare». Ferdinando Adornato, ideologo di Forza Italia, rilancia il progetto del partito unitario, «unica vera strada che la Cdl deve intraprendere non solo in risposta al Partito democratico del centrosinistra ma per rinnovarsi». Adornato quindi è convinto che il percorso della Cdl si è esaurito e che «a partire dall’autunno bisogna smuovere le acque per il centrodestra, altrimenti – avverte – sono guai». Insomma o si fa il partito unico o la Cdl rischia il naufragio? Eppure i sondaggi danno il centrodestra in vantaggio sulla sinistra. Non è troppo pessimista? «La Cdl non è morta ma non si sa più cosa sia realmente. Per questo vanno introdotte delle innovazioni per garantirle la vita. È come se dietro a Berlusconi ci fosse un vuoto, come se ognuno ragionasse per conto proprio. Il problema è di colmare questo vuoto. Il centrosinistra sta cercando di immaginare un futuro ai suoi problemi con la costruzione del Partito democratico. Noi invece dobbiamo ancora produrre una nuova azione politica. E la risposta non può che essere il Partito delle Libertà». Ma ha senso un partito unico senza l’Udc e senza la Lega? «Si può cominciare mettendo insieme Forza Italia e An che hanno al loro interno le componenti liberale, cattolica e riformista. Sarebbe un partito intorno al 40%. L’Udc, se non ritiene di farlo subito, potrebbe entrare in un secondo momento». Eppure anche An si sta smarcando. Ha indetto una manifestazione di piazza per il 13 ottobre e vuole porsi come riferimento centrale dela Cdl. «L’atteggiamento di An è la risposta al no che ha ricevuto sul partito unico. Mi fa piacere che An abbia immaginato un’azione che non è solo di rilancio del partito ma di costruzione di un partito-polo che possa lanciare un nuovo progetto per l’Italia. Il problema della Cdl è che c’è un leader che è Berlusconi ma manca una classe politica in grado di esprimere un progetto. E per governare serve una classe dirigente. Per questo sono convinto che è stato uno sbaglio dire di no al partito unico. Non c’è niente che contrasti con la sua nascita

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here